Acerra. Rifiuti, Cnr: inquina più il traffico che il termovalorizzatore

14 Luglio 2016 Author :  

Acerra. Traffico e riscaldamento sono le cause di maggiore inquinamento che incidono sulla qualita' dell'aria ad Acerra e in Campania. E' invece trascurabile il contributo del termovalorizzatore situato nel Comune campano, i cui valori emissivi sono ampiamente al di sotto dei limiti di legge. E' quanto emerge da una ricerca del Cnr, presentata questa mattina a Roma nell'ambito del convegno "Ambiente e industria possono convivere? Sostenibilita' ambientale degli impianti industriali e di trattamento dei rifiuti" promosso da Aris e al quale e' intervenuto anche il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. L'indagine descrive, per la prima volta, lo stato complessivo dell'atmosfera in quel territorio, valutando nello specifico il contributo del termovalorizzatore: l'analisi si spinge ben oltre quanto prescritto in sede di Aia (Autorizzazione integrata ambientale) ed esamina quanto incidano, sulla qualita' dell'aria, l'impianto di trattamento e le altre fonti di emissione. Il risultato e' che le ricadute al suolo provocate dal primo risultano ampiamente inferiori ai limiti di legge o alle soglie di attenzione fissate dalla normativa vigente: esemplificando, per il biossido di azoto, lo studio indica zone di superamento del limite annuale dovuto in maniera dominante al traffico, mentre il contributo del termovalorizzatore di Acerra e' inferiore allo 0,75% del valore limite; per il particolato, i trasporti (anche portuali e aeroportuali) e il riscaldamento impattano tra il 40 e il 57% del valore limite, mentre le concentrazioni dovute all'impianto sono ovunque inferiori allo 0,1%. L'indagine, estesa sia ai macroinquinanti che ai macroinquinanti, certifica insomma che le emissioni da traffico rappresentano il fattore di maggior pressione, in particolare a sud di Acerra e nell'area metropolitana di Napoli, ma importanti sono pure le emissioni da riscaldamento, del porto partenopeo e di alcune industrie, mentre molto contenuto e' il contributo del termovalorizzatore. Lo studio e' stato condotto "attraverso campagne di monitoraggio e utilizzando evoluti modelli matematici di dispersione degli inquinanti in atmosfera", spiega Enzo Magliulo, ricercatore dell'istituto Isafom del Cnr che lo ha realizzato. Per il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, lo sviluppo delle conoscenze sulle relazioni tra ambiente, ecosistemi e salute umana e' una linea di attivita' essenziale, anche per la definizione di programmi efficaci di protezione ambientale e di prevenzione sanitaria".

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