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Cava: alloggi Pregiato, ex Giunta rischia il processo
CAVA. Gli ex componenti della Giunta comunale di Cava de’ Tirreni con in testa Marco Galdi rischiano di finire a processo per la questione legata all’assegnazione degli alloggi a Pregiato. Un’inchiesta che nasce da una complessa denuncia presentata dall’ex sindaco Luigi Gravagnuolo. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, abuso d’ufficio tra i reati contestati, aveva chiesto l’archiviazione del procedimento per la quale è stata presentata opposizione successivamente accolta dal Gip del Tribunale di Salerno. Mercoledì era in programma l’udienza preliminare davanti al Gup Piero Indinnimeo ma il procedimento è stato aggiornato per un difetto di notifica inerente proprio la posizione dell’ex sindaco di Cava de’ Tirreni. Tra gli indagati anche Mario Pannullo deceduto alcune settimane fa (ma i legali hanno smentito un collegamento tra il tragico gesto e questa vicenda giudiziaria che comunque aveva creato non pochi fastidi all’ex assessore alle attività produttive). Rischiano il processo anche Luigi Napoli, Carmine Salsano Vincenzo Lanbertì, Vincenzo Passa, Alfonso Garlea, Carmine Adinoffi, Alfonso Laudato oltre l'ex primo cittadino Merco Galdi. Tutto nasce da una denuncia presentata dall’opposizione ed in particolare da Luigi Gravagnuolo e sostenuta dall’attuale sindaco Vincenzo Servalli, da Enrico Polichetti, da Sabato Sorrentino, Nunzio Senatore e Pasquale Scorino Secondo gli esponenti della minoranza non è stato rispettato il piano di mobilità secondo cui i primi 72 alloggi di Pregiato avrebbero dovuto essere assegnati ai terremotati occupanti le baracche del lato a e del lato b di Pregiato, al fine di liberare l'area e consentire l'apertura di un altro cantiere nell'area di sedime. Così non è stato: una direttiva sindacale ha stravolto il precedente regolamento attribuendo solo in parte i nuovi alloggi ai terremotati di Pregiato e un'altra quota ai terremotati storici. L'amministrazione - secondo la denuncia presentata da Gravagnuolo - diede mandato ai funzionari di procedere allo sgombero del lato a e nello stesso tempo assegnare gli altri alloggi secondo il criterio della storicità. Un criterio di che non consente la liberazione in toto dell'area di sedime per poter avviare la costruzione di altri 100 alloggi. Inoltre l'opposizione lamentava che molti dei nuclei familiari attualmente assegnatari e occupanti i nuovi alloggi in base al solo criterio della storicità, si trovano in coda alla graduatoria provinciale o addirittura ne risultano esclusi. Da rilevare che scattarono anche provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni componenti del Servizio Patrimonio.

