«Leggo tante inesattezze e stupidaggini». È questo l’esordio della dichiarazione di Giovanni Montoro, già consigliere comunale, che interviene sul dibattito relativo all’aumento della TARI per le superfici residenziali e commerciali a Sarno, invitando a una riflessione sulle scelte amministrative e finanziarie che hanno preceduto l’attuale situazione.
«Giusto per rinfrescare la memoria a qualcuno che oggi parla di un aumento della TARI per le superfici residenziali e commerciali – afferma Montoro – alcuni sono rimasti in silenzio e facevano finta di nulla, altri addirittura hanno sostenuto tali scelte sul piano istituzionale e politico. Gioverebbe, ogni tanto, un poco di silenzio ed un pizzico di analisi critica».
Secondo Montoro, l’incremento della tassa non sarebbe riconducibile al solo aumento del PEF relativo all’ultimo esercizio. «Il notevole aumento della tassa non è dovuto al residuale incremento del PEF relativo all’ultimo esercizio, come taluno erroneamente ha scritto», sostiene.
Il nodo, a suo avviso, risiederebbe nelle modalità con cui negli ultimi anni sono stati coperti gli aumenti dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti. «Per gli ultimi anni si è scelto di coprire l’incremento dei costi del servizio del ciclo integrato dei rifiuti, mettendo una toppa temporanea ed utilizzando fondi disponibili dal bilancio del Comune di Sarno».
Una scelta che Montoro definisce legittima sotto il profilo legislativo, ma non strutturale. «Una scelta legittima sul piano legislativo ma non una strategia strutturale e di lungo termine sia sul piano organizzativo che finanziario».
Con l’attuale gestione commissariale, prosegue Montoro, sarebbe stata invece adottata una soluzione finalizzata alla copertura integrale del costo del servizio attraverso il gettito TARI. «Adesso, i Commissari, alla luce della situazione contabile dell’Ente e dell’importanza della tenuta degli equilibri di bilancio, hanno deciso di porre in essere una cosa semplice e cioè prevedere la copertura totale del servizio attraverso il gettito pagato dai cittadini».
Montoro sottolinea inoltre che tale impostazione non sarebbe una scelta discrezionale, ma deriverebbe da un obbligo previsto dalla normativa. «Tra l’altro, tale scelta non è un concetto astratto ma un obbligo legislativo».
Le conseguenze per cittadini e attività economiche, secondo quanto evidenziato da Montoro, saranno però significative. «Alla luce dell’ultimo provvedimento prefettizio, alcune attività commerciali vedranno raddoppiare la TARI per il 2026 e le famiglie avranno un aumento dal 10% al 20% circa».
Montoro invita quindi a non indirizzare le responsabilità verso i Commissari, ai quali attribuisce il compito di gestire una situazione finanziaria già determinata. «Non serve prendersela con i Commissari, a loro il compito difficile di prendere atto solamente di una situazione ereditata».
Il riferimento è alla pianificazione finanziaria dell’Ente e al quadro contabile con cui l’attuale gestione si trova a operare. «La pianificazione finanziaria dell’Ente è di tipo triennale e i Commissari stanno operando con un quadro economico-contabile che certamente non hanno determinato ma già cristallizzato. L’ultimo bilancio e le ultime tariffe sono state approvate dall’ultima amministrazione».
Lo stesso ragionamento, secondo Montoro, varrebbe anche per la programmazione delle opere pubbliche. «Tali interventi erano già inseriti nella pianificazione nel piano delle opere pubbliche dell’amministrazione uscente. Questo sempre ad onore del vero».
Nel passaggio conclusivo, Montoro rivolge un appello alla responsabilità politica, sostenendo che cittadini e imprese saranno chiamati a sostenere il peso delle scelte assunte negli anni precedenti.
«Che dire, i cittadini e le imprese andranno a pagare il conto del salto delle TARI e anche di altre scelte ed in altri ambiti più delicati. Questa è la democrazia, ognuno si assume la responsabilità delle proprie scelte, anche quelle elettorali».
Infine, un affondo nei confronti di quanti, secondo Montoro, potrebbero intervenire sul tema con dichiarazioni dal tono propagandistico: «Chiaramente adesso alcuni politici rampanti della mia città cominceranno a fare sciacallaggio a botte di comunicati ad effetto con il supporto dell’IA e frasi ad effetto».
E conclude con un invito dai toni volutamente ironici: «A tanti di loro, conoscendoli per quello che sono, consiglio un religioso silenzio, ma è solo un mio umile consiglio».
«Buon Ferragosto a tutti, e tanto riposo alle vostre famiglie», conclude Giovanni Montoro.


