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Scafati, il consiglio vota la decadenza di Aliberti
Tutti d’accordo sull’ospedale, meno condivisione sulla decadenza del sindaco “incompatibile”: inizia una nuova fase politica a Scafati. Consiglio comunale affollato, sullo sfondo un fantoccio raffigurante Pinocchio sembra uno strano scherzo del destino, che fa scena sul caso “decadenza” e sulla questione ospedale che i consiglieri che si accingono ad affrontare. Tutti in silenzio per ricordare le vittime della strage di Parigi, poi in aula entra Michele Grimaldi al posto del dimissionario Vittorio D'Alessandro. Subito al via le interrogazioni sulla mancata libertà di stampa segnalata da Cristoforo Salvati e Mario Santocchio di Fdi, rispetto ad epurazioni “politicizzate” di giornalisti e testate estromesse dalla rassegna stampa. Aliberti, dal canto suo respinge accuse e la questione resta insoluta.
PIANO VIARIO E PIANO SOSTE - Poi Michelangelo Ambrunzo interroga la maggioranza sul piano soste e su quello viario: “Acse e amministrazione affidano i piani a tecnici esterni ignorando la delibera di Consiglio in merito”. É sempre Ambrunzo poi a chiedere lumi sull'ufficio anagrafe di San Pietro, attivo solo part-time. Sul caso risponde Antonio Pignataro, assessore al ramo: “Non abbiamo abbastanza personale per lasciarlo aperto tutti i giorni”.
CANALE MARNA, DIATRIBA “MORELLI” - Si passa poi, con la discussione proposta da Angelo Matrone e Pasquale Vitiello, all'analisi della situazione di degrado di via Santa Maria la Carità e nell'area del canale Marna. I consiglieri chiedono anche la riattivazione del passaggio per la traversa Morelli. “La vicenda è stata affrontata anche in Regione: questa problematica riguarda vari Enti. La presenza di quel cancello nella traversa Morelli che blocca il transito ed il passaggio costringendo i cittadini a fare tutto il giro. Da parte nostra c’é la massima disponibilità, ma dipende anche da privati e altri Enti” spiega Aliberti.
ACQUA PUBBLICA, LA MOZIONE - In aula la proposta della maggioranza anche sulla richiesta di modifica della nuova legge sul servizio idrico integrato emessa dalla Regione Campania lunedì. Dal consigliere Ambrunzo invece la richiesta di attendere la pubblicazione della norma per poi affrontarla in un consiglio monotematico sul tema. Ma la mozione della maggioranza passa con 12 voti contro i 10 astenuti dell'opposizione.
“PRONTO SOCCORSO ALL'OSPEDALE DI SCAFATI” - Finalmente si arriva ad uno dei nodi cruciali, l'ok sul caso emergenza all'ospedale di Scafati. “Il consiglio comunale chiede l'immediata apertura del pronto soccorso di Scafati sulla base anche della svolta giudiziaria su Bartoletti che aveva detto che la distanza dal pronto soccorso di Nocera era di 5 minuti”. chiede il consigliere Fi Brigida Marra. “Dobbiamo fare una riflessione seria sul caso. C'é stata una volontà politica bipartisan di chiudere l'ospedale - spiega Nicola Pesce, PD - Dicemmo, all'epoca al sub commissario Morlacco che volevamo l'emergenza non l'eccellenza. Lui, a dire il vero, nemmeno sapeva del nostro polo di bronco pneumologia. Il nostro presidio é stato colpevolizzato per una morte, ma mi chiedo perché Zuccatelli poi abbia ricevuto numero falsati sulle prestazioni ospedaliere dello Scarlato: bugie che, una alla volta, hanno fatto in modo di far chiudere il pronto soccorso. La città doveva insorgere: non dobbiamo dare la colpa al governatore di turno, ma ai cittadini che non sono scesi in piazza per impedire questo scempio. Solo una battaglia civile, al di là dei partiti, potrà restituire alla città l’ospedale”. In aula é presente anche il direttore sanitario del presidio, Aristide Tortota. “Ma direttore di cosa? Non abbiamo nulla, la bronco pneumologia non dipende da noi. Quindi dobbiamo avere l'onestà di ammetterlo” commenta Pesce. Subito il DS: “Mi rendo conto di non dirigere nulla e so bene gli errori di Bortoletti perché il tragitto Scafati-Nocera ha fatto dei morti e questa gestione schizofrenica non dipende da nessuno di noi. Io sto tentando di razionalizzare le risorse ma non ho la bacchetta magica” spiega Tortora “Anche il punto di primo intervento che abbiamo non rispetta il minimo previsto dalla norma e perciò stiamo tentando di potenziarlo. La modifica al decreto 49 esula da me, dall'Asl e dalla Regione ma è necessaria in quanto quel decreto doveva prevedere l'intercettazione di fondi riorganizzando la struttura sanitaria globale del territorio. Di certo però andava applicato in modo graduale tenendo conto del rispetto dei livelli di emergenza. Chi lo ha applicato così, pensava forse di fare carriera anche con la complicità di alcuni politici. Vi invito da tecnico a votare la delibera sulla riapertura del pronto soccorso superando gli steccati politici e tenendo presente che oramai tutto é stato fatto con errori di applicazione del decreto 49”. Nella diatriba tra Mario Santocchio e Aliberti su “teatrini” e dietrologia, emerge tutto il disaccordo tra le parti rispetto ad un deliberato che raccoglie peró l’unanimità.
IL PIP DI SCAFATI E LA CONVENZIONE ‘LAMPO” - In aula arriva anche il caso AgroInvest. Il consigliere comunale Domenico Casciello chiede una convenzione di circa 40 giorni per la stu ma subito incontra i dubbi del Pd con Marco Cucurachi. Il democrat vuole sapere se ci sono presupposti di finanziamento dalla Regione sulla base anche della situazione degli espropri. “Cosa avete detto alla Regione sulla finanziabilità delle opere? C'é l'effettiva disponibilità delle aree? Ci sono sentenze che condannano al pagamento di milioni di euro. Questo é stato detto alla Regione?” chiede Cucurachi. “Ottenere finanziamenti attraverso Agroinvest era impossibile ed abbiamo quindi dovuto rifare tutto dall'inizio. Il presidente della Provincia voleva fare un'altra società o meglio una con un solo amministratore delegato dicendomi che cosi avremmo avuto il finanziamento della Regione Campania. Invece abbiamo dovuto rifare tutto l'iter” spiega Aliberti “ Ora dobbiamo solo cercare di fare il possibile per avere il finanziamento regionale”. L'opposizione chiede che la durata della Convenzione sia di tre anni se il finanziamento ci sarà, oppure resta la scadenza a fine anno. Alla fine si vota all'unanimità senza emendamenti.
LA DECADENZA DEL SINDACO - Alle 23,19 si inizia a discutere dell’incompatibilità del sindaco Pasquale Aliberti che ha presentato ricorso al TAR rispetto al diniego della Scia fatto dagli uffici tecnici. Si dovrebbe votare la decadenza del primo cittadino e poi lui avrebbe eventualmente diritto di rimuovere La causa dell'incompatibilità o di procedere. Il sindaco resta presente in aula nonostante i dubbi di Santocchio e Pesce.”A siglare queste procedure é stato un funzionario nominato dal sindaco che in tempi celeri ha dato il diniego alla Scia senza rispettare la norma su presunte osservazioni. Un funzionario precario sotto la soggezione politica del primo cittadino. Quindi, si tratta solo di una messa in scena senza passare per la sfiducia. Questo é prendersi gioco delle istituzioni. In questa amministrazione ci sono troppi incarichi fiduciari: chi non agisce così va a casa e questo è inaccettabile” dichiara Santocchio “Ci opporremo in tutte le sedi, anche penali”. A giustificazione di questo gesto, la maggioranza parla di “Democrazia sul ritorno alle urne" in un clima “grave e aggressivo”. Ambrunzo chiede invece il voto segreto, ma la segretaria Immacolata Di Saia dice che non é possibile. Tra tante polemiche arriva anche l’emendamento di Brigida Marra. Con questo emendamento Marra chiede più precisione sull'Iter procedurale. L'emendamento alla fine passa, così come la decadenza per cui é oramai partito l’effetto domino verso la fine dell’era Aliberti. Sorprese all’opposizione per il voto favorevole di Michele Raviotta e quello di Filippo Quartucci: 8 sono contrari, 2 astenuti e 12 favorevoli. Ad astenersi Quartucci e Coppola sull’emendamento. Per la decadenza votano a favore i consiglieri di maggioranza oltre a Quartucci, Raviotta e ai contrari di opposizione. Dissidi anche sull'immediata esecutività. Ma intanto il consiglio dice “si” alla decadenza e apre la porta di uscita a Pasquale Aliberti. Il corridoio però é ancora lungo e se vorrà ricandidarsi, lo dovrà percorrere di corsa.
Gennaro Avagnano - Valeria Cozzolino


