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Maiori, l'opposizione bacchetta il sindaco Capone sull'ambiente. L'Intervista

09 Maggio 2016 Author :  

Maiori è una delle perle della Costa d’Amalfi, forse la cittadina che potrebbe potenzialmente offrire di più, grazie agli ampi spazi per i parcheggi, al favoloso lungomare Amendola che poche località balneari salernitane sanno offrire, per gli eventi tradizionali di cui è costellata durante tutto l’anno, per le grandi strutture ricettive, per l’ospitalità della popolazione e per molto altro ancora. Diversi giorni fa, come fulmine a ciel sereno, sebbene la decisione della magistratura fosse attesa da tempo, il depuratore di Maiori (come quelli di molti altri comuni della Costiera) è stato posto sotto sequestro: un problema ben più profondo le cui responsabilità principali risiedono al di fuori del perimetro cittadino. Di questo e molto altro ancora abbiamo discusso con il consigliere comunale di Civitas 2.0 Valentino Fiorillo, sempre molto attento alle tematiche ambientali, a cominciare dall’uso del glifosate che tanto sta facendo discutere in tutto il mondo…

Innanzitutto spieghiamo cos'è il glifosate?

Il glifosate è l’erbicida più usato al mondo. Inventato dalla potentissima multinazionale “Monsanto”, viene utilizzato su larga scala anche dalle amministrazioni pubbliche, spesso impropriamente,  per il diserbo di strade, cunette, margini ferroviari, ecc. Studi internazionali hanno dimostrato l’estrema nocività del glifosate. In tutto il mondo il prodotto è ferocemente contrastato da tutte le maggiori associazioni ambientaliste. Alcune nazioni ne hanno già vietato la commercializzazione e molti stati europei, Italia compresa, stanno spingendo per la messa al bando

Il sindaco di Maiori ha autorizzato l'uso di questo diserbante chimico per pulire l'alveo del torrente Reghinna e poi dei torrenti di Trapulico e Ponteprimario. La pratica sembra molto diffusa in quasi tutti i Comuni: cosa rimprovera al primo cittadino Antonio Capone?

A Maiori, l’amministrazione Capone, che si autodefinisce “attenta all’ambiente”, ha pensato bene, spendendo 3.000 Euro, di cospargere l’alveo del torrente con questo pesticida, a dispetto delle raccomandazioni di tutte le amministrazioni sovra comunali, dalla Comunità Europea alla Regione Campania, che invitano ad operare unicamente il diserbo meccanico soprattutto in aree protette come la nostra. Alle nostre denunce, l’amministrazione ha risposto con un manifesto violentissimo in cui si vantava addirittura di quanto fatto millantando l’innocuità del prodotto utilizzato a base di glifosato e minacciando denunce per procurato allarme. Evidentemente il Sindaco e i suoi tecnici non hanno nemmeno letto l’etichetta del prodotto che, con tanto di disegnino, evidenzia il divieto di utilizzo nelle vicinanze dei corsi d’acqua per la pericolosità nei riguardi di ogni forma di vita.

Lei ha raccolto centinaia di firme contro l'uso del glifosate: che fine hanno fatto?

Con il mio movimento politico, “Civitas 2.0”, abbiamo presentato un’articolata mozione al Consiglio Comunale per la messa al bando del glifosate su tutto il territorio comunale. La stessa mozione è stata adottata da numerosi comuni, compresa la Città di Livorno.

La mozione, a distanza di mesi,  è stata discussa nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Il documento, votato anche dalle altre opposizioni, è stato respinto dalla maggioranza con la vaga promessa di un futuro regolamento che dovrebbe indicare le norme di utilizzo sulle aree pubbliche. Praticamente il nulla.

Siamo estremamente delusi da questo comportamento della maggioranza che, pur di non riconoscere un palese errore dando ragione alle rimostranze dell’opposizione, perde l’occasione per adottare un provvedimento che avrebbe fatto assurgere il comune di Maiori a precursore di iniziative a favore della salute dei cittadini verso un tipo di agricoltura sostenibile.

A suo dire l'amministrazione comunale ha commesso delle leggerezze anche sul verde pubblico della Città..?

Più che di “leggerezze” parlerei di sciagurate decisioni che hanno devastato il patrimonio arboreo del nostro paese. Partiamo dalle potature dei platani che sono stati grossolanamente e inspiegabilmente “capitozzati” a primavera ormai inoltrata quando, anche i più profani, sanno che assolutamente non vanno operate le potature su questi alberi. Dopo lo scientifico diradamento operato l’anno scorso dalla precedente amministrazione, che si era affidata a un tecnico di rinomata fama e competenza per la gestione e l’implementazione del verde pubblico,  quest’anno è stato rovinato tutto il lavoro precedente. A causa di questo improvvido sistema di potatura subito, i nostri silenti amici subiranno gravi danni e quest’anno non regaleranno la consueta ombra al nostro lungomare.

Ricordiamo, altresì, il taglio inspiegabile di un raro esemplare di sophora japonica sul lungomare, la mutilazione di un’altrettanto raro esemplare di feijoa ultrasettantenne nella villa comunale, il taglio alla radice di maestosi e coloratissimi oleandri e di altri arbusi fioriti, la troncatura oscena di alcuni lecci, l’estirpazione di aranci amari, la scriteriata potatura degli alberi del “giardino dei colori” voluto dalla precedente amministrazione (36 esemplari di   tamerix gallica, bauhinie, chorisie speciose,jacarande mimosifolie, ecc.). Abbiamo chiesto al Sindaco le motivazioni e le responsabilità di tali operazioni ma, ad oggi, nonostante siano trascorsi abbondantemente i trenta giorni previsti per rispondere alle interrogazioni consiliari, nessuna risposta ci è pervenuta.

Questione depuratore: vogliamo chiarire le responsabilità dell'amministrazione precedente e di quella attuale?

La questione depurazione è molto complessa e delicata. La precedente amministrazione aveva ottenuto un finanziamento europeo di 12 milioni di euro all’interno del grande progetto di risanamento dei corpi idrici superficiali della Regione Campania. Il progetto, corredato da tutti i pareri degli organi sovra comunali, era pronto per andare in gara. I ricorsi dei vicini e dei proprietari delle aree ne aveva rallentato l’iter.

 Nei giorni scorsi sono arrivati gli avvisi di garanzia ai Sindaci della Costiera Amalfitana che non hanno un adeguato impianto di depurazione. Noi abbiamo porto personalmente al sindaco la nostra solidarietà.

Da decenni manca un impianto di depurazione, il comune non viene dotato di risorse finanziarie per dotarsene e la gestione del servizio è sempre stata affidata ad enti  terzi, pertanto è assurdo che la responsabilità venga accollata ai sindaci.

Certo è, però, che un progetto definitivo, con tutte le autorizzazioni, era stato già redatto e pronto per essere mandato in gara. Ricordiamo quanto affermato dal primo cittadino in un manifesto estivo quando si vantava di  aver “messo la parola fine alla costruzione del depuratore”. Anche se fosse vero che la procedura di esproprio messa in atto potrebbe essere impugnata dai privati per vizi di forma, nulla vieta che la si possa reiterare in maniera più precisa, eliminando eventuali motivi di impugnazione, anche sulla scorta dell’esperienza pregressa. Invitiamo il Sindaco a rivalutare quel progetto, già pronto e appaltabile, che fu elaborato per limitare al minimo qualsiasi disagio per i cittadini e i residenti vicini.

Il sindaco, in campagna elettorale, diceva di ispirarsi a Positano; ebbene, ricordiamo al primo cittadino che, proprio a Positano, l’impianto di depurazione è situato al centro del paese e sullo stesso è appena stata realizzata una piazzetta con bar e teatro all’aperto.

Ci rendiamo conto che qualcuno nella sua compagine ha basato la campagna elettorale sul terrorismo tra il vicinato e che la riproposizione del progetto potrebbe comportare  qualche “mal di pancia” interno alla sua maggioranza; ma noi siamo pronti a supportare il primo cittadino in tutte le sedi, senza alcuna speculazione politica, in funzione di un superiore interesse della collettività.

Se invece il Sindaco pensa di perseverare nell’accantonamento di un progetto costato decine di migliaia di euro, gli chiediamo quali siano le alternative progettuali prospettate, così come egli ha dichiarato agli organi di stampa, considerata la presumibile archiviazione della fantomatica condotta sottomarina chilometrica, menzionata sullo stesso manifesto agostano.

Qual è il livello di salute del mare antistante Maiori?

Il mare maiorese ha sempre subito problemi di inquinamento di natura esogena. Le rare occasioni in cui sono stati sforati i parametri di legge sono state provocate da fattori non legati al nostro sistema di smaltimento dei reflui, pur non essendo dotati di depuratore. Infatti l’ARPAC definisce “eccellente” la qualità delle acque di Maiori anche sul dato storico. Paradossalmente, e a conferma di quanto su affermato, i problemi di balneabilità del nostro mare sono stati sempre rilevati nella parte ovest, opposta a quella in cui insiste la condotta sottomarina. Certo è, però, che l’assenza di impianto di depurazione è diventata ormai insostenibile e noi continueremo a pressare l’amministrazione comunale e gli organi sovra comunali affinchè questa lacuna venga prontamente colmata.

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