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Napoli e il gaming: un particolare legame

23 Gennaio 2024 Author :  

L’Italia è disseminata di città che vantano una storia secolare e attirano un numero sempre maggiore di turisti. Il fascino italico si racchiude in centri come Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Il capoluogo campano è stato spesso al centro di cronaca nera ma questo non rappresenta la sua identità, anzi. La bellezza paesaggistica, l’alto valore delle tradizioni e soprattutto gli scavi di importanza globale come Pompei ed Ercolano rendono la città estremamente attrattiva anche per registi, artisti e scrittori, che scelgono Napoli come soggetto dei loro lavori. Questo vale per i film, le serie tv, lo sport e i videogiochi. In alcuni casi, quest’ultimi sono prodotti dai musei cittadini per incentivare il flusso di visitatori, sia esterni alla città che nelle fasce più giovani. Si tratta, ad esempio, di Father and Son, un videogioco disponibile tramite app e sponsorizzato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Un successo considerando gli oltre 2 milioni di download. Il protagonista è Michael, un giovane ragazzo che decide di iniziare un viaggio per ritrovare il padre, un noto archeologo che è stato a Napoli. Per farlo, attraversa tutti i punti di interesse storico artistico della città, elemento che lascia ben comprendere l’intento dietro al videogioco.

Un altro elemento connesso al capoluogo campano che ha da sempre attirato interesse è il Vesuvio, il vulcano. Proprio a questo si ispira Vesuvius 79 d.C., un videogioco che trova la sua ambientazione nel parco archeologico di Pompei, evidenziando però un salto indietro nel tempo. L’utente, infatti, ha la possibilità di ripercorrere le strade della cittadina e incontrare le persone che al tempo erano vissute in quei luoghi: tutto è reso possibile dalla collaborazione con il parco archeologico, che ha ricostruito sapientemente tutta la parte storica. Un gioco molto simile è Pompeii: mala tempora currunt. In questo caso non vi è stata alcuna collaborazione con il parco archeologico ma una trama a sé stante: il protagonista è Annius, un inviato dell’imperatore Tito per cercare di comprendere le ragioni dietro alle agitazioni popolari della città. Tra gli aspetti che rendono il gioco unico nel suo genere, è certamente il linguaggio scelto: l’interfaccia, infatti, è interamente in latino.

Come detto poc’anzi, però, Napoli non fa solo da sfondo per i videogiochi. rimanendo in tema passatempi, è certamente nel capoluogo campano che si ritrovano moltissimi giochi celebri in tutta la penisola come scopa e briscola. Spostando invece l’attenzione sulle carte a seme francese, non manca l’interesse per il ramino ad esempio, o il poker. Anche se quest’ultimo resta meno frequente, come sanno gli appassionati del gioco, dal momento che è molto più praticato altrove: le regole per giocare a blackjack, così come quelle per il poker, sono conosciute a menadito in posti come gli Stati Uniti, dove questo gioco di carte è molto diffuso.

Tornando però in tema di ispirazioni campane, andrebbe certamente analizzato il legame con il cinema e le serie tv. Riguardo al primo, impossibile non citare uno degli ultimi successi di Paolo Sorrentino, “È stata la mano di Dio”. È uno specchio perfetto della Napoli legata visceralmente al gioco del calcio, in particolare alla figura di Diego Armando Maradona, tra i protagonisti dello storico scudetto partenopeo del 1987.

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