Agguato la scorsa notte nel quartiere Ponticelli di Napoli dove un uomo è stato colpito mentre era bordo di un furgone.
Secondo le prime ricostruzioni della Polizia di Stato, Antonio Musella, 51 anni, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco mentre era in via Cupa Vicinale Pepe.
L'uomo, che aveva piccoli precedenti di polizia, non per associazione mafiosa, è morto poco dopo all'ospedale del Mare. Indaga la Squadra mobile. Non si esclude neppure la vendetta trasversale tra le ipotesi che al momento gli inquirenti tengono in piedi nelle indagini sull'omicidio del 51enne Antonio Musella, inseguito e ucciso con almeno cinque colpi di pistola stanotte, mentre era a bordo del suo furgone nel quartiere Ponticelli di Napoli. Le modalità dell'omicidio, tipicamente camorristiche, hanno spinto la procura di Napoli ad affidare il coordinamento degli accertamenti della Polizia di Stato (Squadra Mobile e commissariato Ponticelli) alla sezione della Dda coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Amato. Ma a Napoli in diverse occasioni sono state adoperate modalità mafiose per commettere assassini che poi avevano poco o nulla a che fare con la criminalità organizzata. L'uomo, che lavorava nel settore ortofrutticolo, aveva precedenti per estorsione, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale ma, soprattutto, risulta essere imparentato con alcune esponenti delle cosiddette "pazzignane" storico gruppo criminale del quartiere. Non si ritiene improbabile che la sua morte possa essere messa in relazione con un arresto risalente a qualche mese fa. Ma le attività della Polizia di Stato, che sono solo agli inizi, non escludono altri moventi. Musella sarebbe stato inseguito, speronato e ucciso con un volume di fuoco che non lascia dubbi sulle intenzioni di chi ha sparato, chiaramente determinato a eliminare chi avevano di fronte.


