Un bar a pochi passi dal carcere di Poggioreale, un’insegna che sembra fare il verso a chi è costretto a osservare la strada da dietro le sbarre.
Certamente un gioco di parole non voluto, considerato che l’attività era diventata un vero e proprio hub di servizi per i familiari dei detenuti.
Spedizione e pesatura pacchi “per detenuti”, storage di zaini e borse per i parenti prima dei colloqui. E, tra i servizi più remunerativi, il deposito dei cellulari.
Durante i colloqui non è possibile introdurre telefonini o smartphone e il bar offriva tariffe popolari per curarne la custodia. Pochi euro ma gli introiti erano garantiti dai grandi numeri.
Specie il mercoledì, giorno di colloqui e maggiore afflusso di clienti.
All’offerta multiservizi, ampiamente pubblicizzata sui social, si affiancava anche la somministrazione di bevande e alimenti. Anche questa illegale.
Secondo quanto documentato dai Carabinieri della Compagnia di Poggioreale, i locali sarebbero adibiti a uso abitativo e priva di autorizzazioni per ospitare attività commerciali.
Il bar è stato chiuso, oltre 7mila euro il conto delle sanzioni notificate.

