Preti gay e festini, convocati in Vaticano, per un'audizione sul caso, il vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro, ed il suo predecessore, attuale vescovo di Aversa. Nel dossier presentato dall’escort gay al cardinale Sepe vi sarebbero ben sette prelati della diocesi a sud di Salerno. Nel dossier non emergerebbero episodi penalmente rilevanti, ma gravi violazioni inerenti il codice di diritto canonico da parte da numerosi sacerdoti disinvolti nel partecipare e ricercare incontri omosessuali, anche a pagamento. Uno scandalo a luci rosse che coinvolge anche 13 sacerdoti della provincia di Salerno di cui ben 7 appartenenti alla diocesi di Teggiano-Policastro, i cui nomi compaiono nel dossier di 1.200 pagine condito da testimonianze e trascrizioni delle conversazioni telefoniche via chat ed sms. Sconcerto, intanto, tra le comunità religiose di Teggiano-Policastro e quelle delle altre diocesi interessate dallo scandalo hard.
Le diocesi coinvolte
Nei guai anche 2 religiosi della diocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, 2 della diocesi di Nocera- Sarno e altri 2 di quella di Salerno. Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ieri è intervenuto per la prima volta sul dossier su cd, depositato nella cancelleria della curia partenopea, contenente le prove di presunti casi di omosessualità nei quali sarebbero coinvolti sacerdoti, religiosi e seminaristi di alcune diocesi italiane. Vicenda che, sottolinea Sepe, potrebbe compromettere, “sporcare” l'immagine di tutta la Chiesa, per colpa “di pochi che hanno tradito la propria missione”.


