Attività senza sosta quella che la squadra dell'antimafia di Salerno, guidata dal capitano Iannaccone, sta mettendo in campo in queste ore a Scafati. Ieri nel mirino delle forze dell'ordine sono finiti alcuni imprenditori e le relative società per cui si stanno estendendo i controlli nell'ambito dell'inchiesta legata all'attività del clan Ridosso Loreto che sta tenendo in tensione tutta la città di Scafati, compreso il mondo della politica. Al vaglio degli inquirenti ci sono le dichiarazioni del pentito Alfonso Loreto ed anche alcune dichiarazioni spontanee che Romolo Ridosso, arrestato qualche giorno fa nel corso della stessa inchiesta, rilasciate agli inquirenti. Questa mattina gli uomini dell'antimafia hanno anche fatto visita all'ufficio avvocatura del Comune di Scafati e sotto la lente d'ingrandimento sono finiti anche alcuni atti redatti degli ultimi periodi in merito ad alcune transazioni. Nel mirino ci sono tra le altre cose anche tutte le nomine fatte dall'amministrazione Aliberti nell'ultimo anno compresa l'ultima che riguarda proprio l'ufficio avvocatura ma anche ad esempio quella per i servizi sociali e l'istituzione Scafati solidale.
L'attività si è estesa anche negli uffici comunali di via Diaz dove a sopresa dopo quasi un mese é ripiombata la triade prefettizia. In queste ore l'attività sembra più che mai frenetica, per gli uomini dell'antimafia che su disposizione della Procura di Salerno stanno cercando di confermare oppure smentire le accuse e le rivelazioni provenienti da un collaboratore di giustizia. I controlli riguardano il mondo dell'imprenditoria di vari settori come quello conserviero oppure delle pulizie, della vigilanza e dell'abbigliamento. Un'indagine che nella sua fase finale sicuramente accenderà i riflettori sulle attività di un clan camorristico che ha messo le mani su molti settori cittadini. Nei giorni scorsi sono stati effettuati anche alcuni controlli e perquisizioni a carico di alcuni pregiudicati indicati dai pentiti come organici del clan. L'inchiesta è arrivata lo scorso autunno quando il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti - poco dopo gli arresti riguardanti il clan Loreto Ridosso - suo fratello Aniello Aliberti, la moglie consigliere regionale Monica Paolino, lo staffista Giovanni Cozzolino e la segretaria comunale Immacolata Di Saia furono indagati a vario titolo per voto di scambio politico mafioso, abuso d'ufficio, corruzione e concussione. Era settembre 2015: qualche mese dopo è arrivata al Comune la commissione di accesso che resterà per tutta l'estate per verificare l'attività amministrativa e l'eventuale presenza di infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione. Contestualmente continua l'attività dell'antimafia di Salerno sul comune di Scafati e sul mondo dell'imprenditoria locale. Nei giorni scorsi effettuata una perquisizione anche in casa di un noto pregiudicato locale, F. M. e in altre aree legate alle attività del clan.


