Far decadere la civica assise guidata da Ernesto Sica. Era questo l'obiettivo di Antonio Anastasio e, pur di raggiungerlo il consigliere comunale d’opposizione si sarebbe rivolto agli esponenti del sodalizio criminale per intimorire qualche elemento della maggioranza.Anastasio, ieri mattina è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Battipaglia, diretta dal capitano Erich Fasolino con l’accusa di violenza privata e attentato contro i diritti politici del cittadino con le modalità tipiche delle associazioni mafiose. Antonio Anastasio per gli inquirenti è il mandante delle minacce al consigliere comunale Luigi Bellini. Per far cadere l’amministrazione e quindi per giungere a nuove elezioni attraverso l’intimidazione di Bellini, Anastasio si sarebbe servito dei “guagliuni di Bellizzi”. Il consigliere ed imprenditore Luigi Bellini, in due occasioni è stato avvicinato da Francesco Mogavero e “invitato” prima a lasciare la maggioranza e successivamente a non votare il ilancio in seno al consiglio comunale del centro picentino. Era il 23 maggio del 2016 quando Bellini fu avvicinato per la prima volta dagli esponenti del sodalizio criminale. In particolare Francesco Mogavero si recò presso l’abitazione del consigliere comunale di maggioranza al Comune di Pontecagnano e in tono intimidatorio gli disse: “ L’amministrazione deve cadere. . “Sica se ne deve andare a casa, ha fatto solo guai in giro. Tu sei una persona seria e per questo sono venuto io a parlarti. Da altre parti ci sono andate persone che gli fa male la testa. Al prossimo consiglio comunale non devi andarci” Un chiaro ordine quello che venne im partito al consigliere comunale a cui fa seguito una m inaccia ben precisa da parte di Francesco Mogavero: “E" inutile che vai dai carabinieri perché siamo un esercito. So di dover essere arrestato ma dietro di me ce ne sono altri cento” Un velato avvertimento quello di Mogavero a Bellini. Un avvertimento che sortisce gli effetti desiderati, in fatti, il consigliere comunale spaventato assicura a Mogavero che avrebbe rassegnato le sue dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Il giorno seguente, Francesco Mogavero fa nuovamente visita a Luigi Bellini, questa volta lo raggiunge presso il cantiere edile della ditta di proprietà dello stesso consigliere comunale. Lo avvicina e, se pre con tono intimidatorio gli riferisce che:” Le dimissioni non ba stano. Tu devi passare all’opposizione oppure inventati un mal di pancia cosi non presenzi al Consiglio” - "Noi portiamo un’altra persona come sindaco”. Il giorno del consiglio comunale: l’obiettivo fallisce. Al termine dell’Assise i due si accorgono della presenza, nei pressi del Comune, delle forze dell’ordine a cui si era ricolto il consigliere comunale in sms inviato ad Anastasio ed intercettato riferiscono: “Ingeneri in giro”.
Salerno/Pontecagnano. Le pressioni del clan: "Il sindaco Sica deve andare a casa"
LE PRESSIONI IN CONSIGLIO COMUNALE - Associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, concorso in truffa aggravata peri il conseguimento di erogazioni pubbliche, concorso in attentato contro i diritti politici del cittadino, violenza privata e danneggiam ento. Queste le accuse contestate a i sedici soggetti raggiunti, all’alba di ieri, da m isure cautelari em esse dal Gip (giudice indagini preliminari) Pietro Indinnimeo su richiesta del pubblico ministero Marco Colamonici della Procura di Salerno. Ad eseguire le misure restrittive sono stati i carabinieri della com pagnia di Battipaglia agli ordini del capitano Erich Fasolino. I provvedimenti sono stati emessi a carico di reggenti e referenti di zona ed affiliati del clan Pecoraro-Renna. I dettagli dell’operazione sono sta ti illustrati, ieri mattina in Procura, dal procuratore aggiunto Erminio Rinaldi insieme al Pm Marco Colamonici, al comandante provinciale dei carabinieri Antonino Neosi e dal capitano dei carabinieri della compagnia di Battipaglia Erich Fasolino. Tra gli arrestati c’è anche il consigliere comunale del Comune di Pontecagnano Faiano Antonio Anastasio. Le indagini, condotte dal Sostituto Procuratore Marco Colamonaci insiem e al collega Vincenzo Senatore, hanno preso il via nel 2015, ed hanno accertato l'esistenza di un gruppo camorristico che operava a Sud di Salerno e che aveva in Enrico Bisogni, Sergio Bisogni e Francesco Mogavero i propri capi riconosciuti: gruppo che affonda le proprie radici nel clan Pecoraro-Renna resosi protagonista di numerosi episodi di estorsione e danneggiamenti, aggravati dalle modalità m afiose, compiuti in danno di imprenditori della Piana del Sele, im pegnati nel settore finanziario, agricolo, dei trasporti e del noleggio di videogiochi. Pertali atti criminali, già nello scorso mese di luglio, furono eseguite ordinanze di custodia cautelare a cui si aggiungono quelle di ieri. L’organizzazione era molto efferata, così come è stato sostenuto ieri mattina nel corso e pur di afferm are il proprio volere non lesinava i porre in essere atti intimidatori, alcuni dei quali lesivi dell’integrità fisica delle vittime. Ben dodici gli episodi di intim idazione individuati dalla Direzione investigativa an tim afia e ricondotti al gruppo crim inale in questione. Ad un imprenditore di Pontecagnano Faiano operante nel settore del noleggio di videogiochi e slot-machine fu recapitata una testa di m aiale, mentre ad un im prenditore edile di Salerno, furono bruciati prima un escavatore in un cantiere e poi l’auto nel garage di casa, a Salerno. Il titolare di un’azienda agricola di Pontecagnano Faiano, invece, fu brutalmente picchiato, riportando la frattura di una gamba a causa dei colpi di bastone ricevuti, mentre contro l’ auto sulla quale viaggiava un imprenditore di Eboli che commercia prodotti agricoli, il 20 marzo 2015 furono esplosi quattro colpi di arma da fuoco. Gli arrestati saranno sentiti a partire da venerdì presso la casa circondariale di Fuorni dove sono stati trasferiti.


