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Ex Tenente di Scafati, indagato per abusi in caserma

07 Ottobre 2017 Author :  

MASSA-CARRARA. Oltre trenta i carabinieri indagati a cui è stato notificato l'atto di chiusura delle indagini nell'ambito dell'inchiesta sui presunti abusi che avvenivano nelle caserme dei carabinieri della Lunigiana (Aulla e Licciana Nardi) ai danni di cittadini stranieri, e che ha portato anche all'arresto di alcuni militari. Molto pesanti alcune circostanze che vengono prese in considerazione dalla procura di Massa e per i quali alcuni militari hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini. Tra di loro c'è anche l'ex Tenente di Scafati Saverio Cappelluti.

Tra gli indagati ci sono anche il tenente colonnello Valerio Liberatori, comandante provinciale dei carabinieri di Massa e il capitano Saverio Cappelluti, comandante della compagnia di Pontremoli accusati di aver "aiutato i carabinieri indagati ad eludere le investigazioni dell'Autorità". Il capitano Saverio Cappelluti, fino a qualche anno fa era Tenente capo a Scafati.

Schiaffi ad un marocchino per obbligarlo ad aprire un appartamento privato chiuso a chiave; contravvenzione ad una donna straniera, per aver guidato senza cintura di sicurezza, quando la cintura l'aveva allacciata; frasi del tipo: "Se parli ti stacco la testa", "Ti spezzo le gambe". Ma anche scariche elettriche, manganellate e una sevizia sessuale. Sono questi alcuni degli episodi contestati ai carabinieri in forze nelle caserme della Lunigiana, Aulla e Licciana Nardi, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Massa Carrara cominciata febbraio del 2017 e chiusa nei giorni scorsi.

Quattro carabinieri furono arrestati, solo uno in carcere, e per altri otto scattarono altre misure cautelari, divieto di dimora e sospensione dai pubblici uffici. Nelle carte dell'inchiesta si evidenziano anche lesioni personali e contusioni multiple per aver sbattuto la testa di un extracomunitario contro il citofono della caserma; colpi di manganello sulle mani appoggiate alle portiere delle auto durante i controlli; ma anche scariche elettriche prodotte da due storditori, per costringere uno spacciatore (sempre straniero) a rivelare dove tenesse la droga. E poi ci sono le sevizie contro un giovane marocchino in caserma "costretto a subire atti sessuali senza ragione alcuna se non razziale", si legge nelle carte della procura di Massa Carrara.

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