Prima lo stupro, poi le botte e le minacce: «Se parli uccido te e tua madre». La vittima era solo una ragazzina, che da pochi giorni aveva compiuto 14 anni e che ne aveva ancora 13 quando quell’uomo, amico di famiglia, aveva iniziato a tormentarla con baci e avances. Ora lui è agli arresti domiciliari. Il giudice delle indagini preliminari Stefano Bemi Canani ha firmato per il 41enne un'ordinanza di custodia cautelare in cui lo si accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Elena Guarino quello stupro, datato nell'ottobre del 2017, sarebbe stato solo il primo di una serie di violenze sessuali.
L'incubo della 14enne
Le violenze sono proseguite per oltre tre mesi finché sul cellulare dell'adolescente sono stati ritrovati messaggi erotici e lei ha raccontato tutto. L'incubo è finito a fine gennaio, quando la madre l'ha scoperta a scambiarsi messaggi tramite whatsapp e lei si è finalmente confidata. A quel punto la donna si è rivolta a un legale che l’ha assistita nel percorso giudiziario e ha consigliato per l'adolescente un sostegno psicologico, grazie al quale sta cercando di affrontare il trauma.

