Reddito: proprietari ville e auto, 48 denunce nel Salernitano

19 Dicembre 2020 Author :  
Nonostante fossero proprietari di ville, auto e moto di grossa cilindrata, le dichiarazioni fornite all'Inps consentivano loro di percepire il reddito di cittadinanza. Sono 48 le persone denunciate dalla Guardia di Finanza di Salerno per aver ricevuto, indebitamente, in totale, oltre 330mila euro. E' l'esito delle verifiche svolte dalle fiamme gialle di Cava de' Tirreni, Nocera Inferiore e Scafati e dalla procura nocerina, dopo uno scambio informativo con le banche dati dell'Inps. L'attenzione degli investigatori si e' concentrata sulle posizioni di quei percettori del sussidio che, dopo una prima scrematura, avevano evidenziato segnali di anomalie rispetto alle situazioni reddituali comunicate all'istituto di previdenza che, poi, avrebbe dovuto erogare il beneficio economico. Dall'incrocio delle certificazioni con le informazioni in possesso dei finanzieri, sono emerse "notevoli discrepanze", sottolinea il procuratore capo di Nocera Inferiore, Antonio Centore, constatando che 48 persone, tutte dell'agro nocerino sarnese, non avevano dichiarato il possesso di beni, liquidita' e fonti di reddito che, se fossero state comunicate all'Inps, non avrebbero consentito l'accoglimento delle domande. Tra le posizioni 'anomale' emerse, c'e' chi aveva dichiarato di dover pagare il canone di affitto dell'appartamento, quando in realta' era lui stesso il proprietario che riscuoteva la pigione, e chi aveva 'dimenticato' di segnalare l'acquisto di auto e moto di grossa cilindrata o importanti rendite finanziarie maturate. In un paio di circostanze, poi, e' venuta fuori l'omessa dichiarazione della proprieta' di abitazioni diverse dalla prima casa del valore di circa 300mila euro. L'esame dei conti di gioco, in un'altra situazione, ha fatto emergere che cinque degli indagati hanno messo insieme, complessivamente, 200mila euro di vincite online, delle quali, tuttavia, non c'era traccia nelle dichiarazioni presentate. Inoltre, tra i beneficiari c'era anche chi e' stato scoperto lavorare in nero nella ditta di un parente o chi, di fatto, non era residente in Italia da almeno due anni continuativi, che e' il requisito di permanenza minimo, tanto da essere ormai iscritto all'Anagrafe degli italiani all'estero. Nel frattempo, i presunti responsabili, oltre ad essere stati denunciati, sono stati anche segnalati all'Inps perche' venga revocato immediatamente il contributo. Al contempo, sono in corso le operazioni di sequestro e recupero delle somme che sarebbero state intascate illegalmente, il cui ammontare supera i 330mila euro.

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