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Pagani, il Liceo Scientifico promuove il rispetto | L'intervista

29 Febbraio 2016 Author :  

Scuola e famiglia sono i pilastri della formazione non solo didattica e culturale, ma soprattutto umana e civile, due istituzioni dove è doveroso apprendere e metabolizzare il vero significato della parola “rispetto”, base imprescindibile per una serena convivenza sociale. Presso il Liceo Scientifico "Mons. B.Mangino" di Pagani scuola, giovani e famiglie hanno intrapreso un percorso formativo di prevenzione ai fenomeni di violenza di genere, dal titolo " La forza del rispetto", a cura del dott. psicologo Martino Fabio, della preside prof.ssa Ezilda Pepe e della prof.ssa Maria Villani, con il coinvolgimento del Forum Giovani di Pagani, dell'assessore Carmela Pisani del Comune di Pagani, degli studenti, dei loro genitori e di diversi docenti.
Un progetto a tutto tondo e a costo zero, fortemente voluto dalla prof.ssa Maria Villani, insegnante di Italiano e Latino, persona assai sensibile alle tematiche sociali e da sempre molto vicina ai giovani. Il fine ultimo è quello di favorire il benessere nelle relazioni interpersonali, promuovere un ambiente accogliente, inclusivo, rispettoso delle differenze di genere, per incanalarsi verso un cambiamento culturale e civile che urge di essere attuato. In questo senso la scuola è un’”agenzia” privilegiata e formativa, non solo per i giovani ma anche per gli adulti.
Il progetto “La forza del rispetto” è stato strutturato in quattro incontri, due dei quali svoltisi nelle scorse settimane, altri due in programma a breve, con una tappa conclusiva prevista per il 22 aprile, dove saranno coinvolte tutte le componenti. A descriverci questo seminario non potevamo che interpellare la prima e vera artefice, la proff.ssa Maria Villani, originaria di Nocera Superiore, una donna molto attenta nel suo lavoro, di animo profondo (oltre che poetessa…), cordiale e sempre pronta a tendere una mano a tutti.

Come e quando nasce il progetto “La forza del rispetto”?

Prima di tutto ti ringrazio per questa intervista e per lo spazio che stai concedendo alla formazione di cui sono promotrice. Il progetto nasce da un mio impegno che ormai risale a tre anni fa, volto a sensibilizzare la coscienza dei giovani - e non solo- verso i numerosi e diffusi fenomeni di violenza di genere. Credo fermamente che la scuola possa fare tanto, aprire la mente e il cuore, e pian piano costruire una societa' piu' civile. Inoltre ho avuto l'occasione di conoscere il dottore psicoterapeuta Martino Fabio, presidente dell' associazione " A voce Alta Salerno, persona spinta da forti motivazioni. Egli mi ha chiesto di collaborare come docente con lui e immediatamente ho accettato, proponendo il progetto formativo alla Scuola in cui insegno, il Liceo Scientifico e Linguistico "Mangino". Tale progetto, a costo zero, e' stato approvato dopo una mia discussione in Collegio. Devo dire che inizialmente ha trovato alcune resistenze, e forse e' questo un segnale di come sia un punto dolente della nostra societa'.


 Nel corso dei quattro incontri cosa avviene in concreto?

In concreto, il primo incontro e' stato tra me, la preside prof.ssa Ezilda Pepe e il dott. Martino Fabio, ed e' stato necessario affinche' si definissero le modalita' dell'organizzazione. Io ho proposto di coinvolgere gli studenti delle classi quarte, con i loro docenti e i genitori. Il dott. Martino si e' reso subito disponibile alle esigenze di programmazione della Scuola. Il secondo incontro e' avvenuto il 12 febbrario, pomeridiano ( 15-17,30) , in cui e' intervenuta anche l'assessore Carmela Pisani di Pagani. Dopo una mia presentazione, il presidente e la vicepresidente dell'associazione di cui sopra, hanno illustrato in modo chiaro e immediato i numerosi stereotipi di genere ancora molto attuali nel nostro contesto. Cioe' a dire la persistenza di una cultura patriarcale molto dura a cambiare e radicata nei comportamenti. In tale occasione il dott. Martino ha coinvolto i ragazzi presenti, i quali sono intervenuti con alcune loro ipotetiche reazioni rispetto (ad esempio) ad un tradimento della propria ragazza. Uno studente intervenne dicendo che avrebbe picchiato la sua ragazza e il suo amante. Un altro invece che l'avrebbe solo lasciata, senza violenza. Ecco l'osservazione che e' venuta fuori: chi agisce violenza non sa gestire l'emozione della rabbia. Ma si lascia sopraffare dall'emozione, rivelando la sua debolezza

La violenza di genere è un fenomeno difficile da scalfire e che ha radici socio-antropologiche molto remote. Secondo lei da cosa nasce e com’è possibile prevenirla?

A mio avviso la violenza di genere nasce da un fatto culturale di antico retaggio sociale. Difficile dire con precisione come scalfirla. Ma per me e' fondamentale la formazione a scuola: parlarne a voce alta senza pudore, superando i freni sociali o eventuali. Affrontare la tematica anche sul piano culturale e didattico

Questo progetto è l’inizio di un percorso verso una cultura di genere, qual è il passo successivo che dovranno compiere i giovani?

Penso e spero che i giovani riflettano sulla tematica in modo soggettivo, con la consapevolezza che la violenza di genere non e' un fenomeno lontano da noi, ma ci riguarda. Essi stessi possono e devono diventare portavoce e artefici del cambiamento. Nei ragazzi dobbiamo riporre la nostra fiducia, formandoli ed educandoli verso un mondo civile e rispettoso dell'altro.

 

Punto Agro News

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