Si scrive la storia in Real Madrid-Napoli, gara valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. Gara non solo fondamentale per il passaggio al turno successivo, ma anche per il proseguo di ciò che rimane di questa stagione. I Blancos sono primi in Liga con 1 solo punto sulla seconda, il Barcellona, ma con due partite da recuperare. Il Napoli è terzo in serie A, a 2 lunghezza dalla Roma e a 9 dalla capolista Juventus, che avrà il suo bel da fare in campo europeo la prossima settimana contro il Porto, come si evince anche dalle quote delle scommesse sul calcio dei siti specializzati.
Due squadre dal gioco diverso, sia come filosofia calcistica che come individualità, che andremo ad analizzare. Quanto è più forte il Real e in quale reparto nello specifico? La porta vede da una parte un trentenne costaricano che con la maglia dei Merengues ha già vinto una Champions League e due mondiali per club, Keylor-Navas; dall’altra parte uno degli idoli della piazza partenopea, il navigato Pepe Reina. La linea difensiva è un mix di potenza e tecnica per entrambe le compagini: Sergio Ramos, capitano e simbolo del Real, e Varane, contro Koulibaly e Albiol, ex della serata, che a Madrid ha giocato 81 gare e segnato una rete. Sulle fasce Carvajal e Marcelo, che è stato fuori per problemi fisici recuperando proprio in vista della sfida di Champions League, contro Hysaj e Ghoulam, rientrato da poco dalla deludente coppa d’Africa con l’Algeria.
Ci spostiamo a centrocampo dove non mancano fantasia e tecnica: Modric contro Hamsik. Il croato è garanzia assoluta di precisione e talento indiscusso, tante volte paragonato a uno dei più forti calciatori di tutti i tempi, Johan Cruijff; il capitano del Napoli non è da meno, ormai napoletano d’adozione e in cerca di un record personale, superare Diego Armando Maradona nella classifica dei gol fatti con la maglia azzurra, magari proprio davanti al mito argentino, che sarà sugli spalti del Bernabeu. Allo slovacco, tuttavia, mancano ancora 6 reti per eguagliarlo: 115 per l’argentino, 109 per Hamsik. Casemiro e Diawara, giovani ma al momento insostituibili. Il primo diventato titolare fisso da poco, il secondo arrivato dal Bologna e preso sotto l’ala protettrice di Sarri. Tra Kroos e Zielinski non c’è paragone sul vissuto: il primo ha vinto praticamente tutto tra Germania e Spagna, con in più un mondiale in Brasile, ma sta vivendo una stagione complicata. Il secondo è appena salito alla ribalta, ma si sta dimostrando fondamentale e centrocampista dipregiata fattura.
E si approda al reparto più spettacolare, l’attacco. Su Cristiano Ronaldo non c’è molto da dire, la sua storia parla per lui. Se negli ultimi 8 anni si pensa al più forte del mondo c’è il suo nome insieme a quello, inevitabile, di Leo Messi. Ma le difficoltà di questa stagione sono evidenti per il pallone d’oro in carica. Dall’altra parte c’è Mertens, il “folletto” del Napoli al suo momento migliore della carriera, letale e imprendibile. Altro ex della sfida è Callejon, che come Mertens, attraversa una stagione di soddisfazioni. Al contrario di Benzema, forse nel suo momento più buio da quando è a Madrid. Infine Insigne e Lucas Vasquez, il primo simbolo di Napoli, il secondo vero e proprio prescelto di Zidane, che su di lui ripone tantissime speranze. Gli unici 2 precedenti, di 29 anni fa, sorridono agli spagnoli. Tocca ai ragazzi di Sarri ribaltare le aspettative.


