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Sarno. Jack Hirschman racconta la frana in poesia e incanta il pubblico

09 Aprile 2017 Author :  

Momenti di alta cultura al Liceo Tito Lucrezio Caro di Sarno con il grande poeta americano Jack Hirschman che ha letteralmente incantato studenti, professori e i tanti che sono intervenuti nell’aula magna del liceo sarnese. Una giornata di cultura e di grande poesia dove Hirschman ha dato il meglio di se appassionando la platea. Gli studenti hanno chiesto il bis per due poesie ma il momento più toccante è stata la lettura della poesia “Qui sotto” scritta dal poeta americano sulla frana del 5 maggio a Sarno.

L’evento organizzato dal Comune di Sarno e l'associazione "Casa della poesia" di Baronissi, nell'ambito del progetto "La poesia nei luoghi di conflitto", presso l'auditorium del Liceo Classico "T.L.Caro", un incontro-reading con Jack Hirschman, vera leggenda della controcultura e dell'impegno negli Stati Uniti. L'incontro, è stato organizzato in collaborazione con il Liceo Classico "T.L.Caro", è realizzato grazie alla partecipazione del'Assessorato alla Cultura del Comune di Sarno. Con Jack Hirschman, presenti il sindaco del Comune di Sarno, Giuseppe Canfora, il vicesindaco Gaetano Ferrentino, l'assessore alla Cultura Vincenzo Salerno, Raffaella Marzano, storica traduttrice di Hirschman e codirettrice di "Casa della poesia", il poeta Sergio Iagulli, codirettore di "Casa della poesia", il poeta Giancarlo Cavallo direttore della "Casa della poesia", oltre a docenti e studenti.
L'incontro con gli studenti, aperto al pubblico, è stata l'occasione per realizzare un viaggio nella poesia del grande poeta americano. Per conoscere da vicino l’originalità della sua scrittura, dove sono riscontrabili le influenze giovanili, le letture dei primi anni (Crane soprattutto) e la tendenza a una scrittura creativa e sperimentale (si è laureato con una tesi su Joyce). Negli anni successivi emergono i temi e gli strumenti letterari, culturali e politici fondamentali per il poeta (il surrealismo, la cabala, la cultura yiddish, Mayakovsky, Hemingway, Artaud, Ginsberg, Pasolini, il jazz, la generazione beat, il comunismo).

ECCO CHI E’ IL GRANDE POETA HIRSCHMANN - È stato professore di inglese alla UCLA di Los Angeles dal 1961. Nel 1966 fu licenziato perché promotore di una serie di proteste e manifestazioni contro la guerra in Vietnam, attività definite "contro lo Stato". Una di queste fu l'attribuire la "A", ossia il massimo dei voti, a tutti gli studenti destinati all'arruolamento per aiutarli a sfuggire alla guerra.

Nel 1954 sposò una compagna di classe del City College, Ruth Epstein, dalla quale ebbe due figli, David nel 1956 e Celia nel 1958. Da lei divorziò nel 1974. Fu molto vicino alla Beat Generation, amico di Allen Ginsberg, Gregory Corso, Bob Kaufman, Martin Matz, Lawrence Ferlinghetti, e di tutti gli altri poeti beat. Da essi prese le distanze, tuttavia, definendo la loro una "rivoluzione borghese", fatta di droghe e di misticismo orientale. Più vicino politicamente e culturalmente, invece, ai movimenti radicali afroamericani, come il Black Panther Party ed a poeti come Amiri Baraka. Nel 1980 aderì al Communist Labor Party, divenendo un "attivista culturale" collaborando con un gruppo di "poeti attivisti". Tra questi: Sarah Menefee, Michael Warr, Luis Rodriguez, Kimiko Hahn e Bruno Gullì. Il gruppo si sciolse nel 1992.

Lo scrittore è sposato con la poetessa anglo-svedese Agneta Falk e dalla seconda metà degli anni novanta è un assiduo collaboratore dell'iniziativa "Casa della Poesia" di Baronissi. Il comune di Baronissi gli ha conferito la cittadinanza onoraria il 13 dicembre 2008, in occasione del suo 75º compleanno. In Italia, tra gli altri, è amico del poeta sardo Alberto Masala, del quale ha tradotto due opere e curato una terza, e del poeta veneziano Ferruccio Brugnaro, del quale ha tradotto due opere. Fondamentale per il poeta l’incontro con il marxismo e l’impegno politico e la conseguente capacità di commuoversi e di partecipare concretamente alle povertà e ai disagi dei più deboli nelle periferie degradate o in qualsiasi altra parte del mondo. I testi più apertamente politici, si affiancano a bellissime poesie d’amore (per le donne della sua vita, per la madre, per gli amici più cari), conservando un’inaspettata e originale unità. Molte le poesie dedicate alla vita di strada e alla umanità varia che la frequenta, rapidi bozzetti nei quali entrano i protagonisti dell’“incubo americano”, un’umanità esclusa, dolente e sofferente nel cuore dell’opulento occidente. L’irruzione nel nuovo millennio è vista e descritta come una sorta di furente colpo di coda di una civiltà occidentale in agonia, senza controllo e in preda ad una arrogante frenesia autodistruttiva. Dopo il crollo dei muri, Hirschman non può esimersi dal gridare con forza il suo sdegno e la sua rabbia per le persistenti ingiustizie del mondo, continuando però ad avere fiducia negli uomini e nella poesia.

Jack Hirschman ama trascorrere lunghi periodi in Italia e frequentemente dalle nostre parti. D’altronde è stato lui che ha sdoganato il poeta salernitano negli Stati Uniti ed ha ricevuto il Premio Alfonso Gatto (sezione internazionale) nel 2007. E’ stato insignito della cittadinanza onoraria di Baronissi nel 2008. Insomma ha di sicuro un legame speciale con il territorio salernitano. Così sabato 8 aprile sarà presentato il suo nuovo, straordinario libro "L’Arcano del Vietnam”.

LA POESIA SULLA FRANA A SARNO DELPOETA AMERICANO

QUI SOTTO

Sono vicino alla cassa

della libreria City Lights,

sto parlando con Gent, un commesso,

del disastro di Sarno, in Italia,

e di tanti dei suoi cittadini

nelle cascate di fango,

quando all’improvviso dal piano

qui sotto qui sotto

erompe un grido, e su per le scale

un uomo arriva correndo, la sua bocca

continua il grido,

un grido al massimo della voce

sotto occhi selvaggiamente folli,

un grido che si lancia fuori

dal negozio e attraversa Columbus Avenue

e poi attraversa Broadway,

un grido di paura, di furia,

di lamento e desolazione

oltre le parole,

non semplicemente un grido che potrebbe

fermare una strada di colpo

ma un gemito nato dal nulla

che nasce da tutti coloro che sono

caduti, accatastati, e seppelliti

a bocca spalancata.

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