IL PROGRAMMA CIVILE - Questa sera venerdì 14 luglio, come anteprima della festa, ci sarà uno spettacolo teatrale della compagnia Il Duomo di Episcopio, che porterà in scena "A che servono questi quattrini", commedia in tre atti di Armando Curcio; domani, sabato 15 luglio, alle ore 16:30 i giochi tradizionali in piazza Duomo a cura dell' oratorio, alle 20:45 c'è l'accensione delle artistiche luminarie, mentre alle 21:00 esibizione in piazza Duomo di artisti locali subito dopo a seguire la serata folkloristica con la Paranza dell'Agro in concerto; domenica 16 luglio festa liturgica della Madonna del Carmelo, alle ore 9:00 c'è il giro per il paese della banda città di Sarno, l'esibizione del Gran Concerto Bandistico citta di Sarno in piazza Duomo alle ore 12:00. Di pomeriggio la solenne processione della Vegine, a conclusione della processione in piazza prima dell'ingresso nella Concattedrale lo spettacolo dei fuochi Piromusicali; Lunedì invece gran finale con il concerto alle ore 21:30 del cantante napoletano Franco Ricciardi, a concludere i tradizionali fuochi pirotecnici.
LA FESTA IN ONORE DI MARIA SS. DEL MONTE CARMELO - Il 16 luglio di ogni anno, Episcopio, scrigno di cultura un tempo sede dell'aristocrazia Sarnese e non solo, terra natale di G.B Amendola (noto scultore), sede del Duomo nonché Concattedrale della diocesi Nocera Sarno, compie un viaggio a ritroso nel tempo, ritorno a quel lontano 1837 per rendere omaggio a Maria Santissima del Monte Carmelo. Il 1837 è una delle date più importanti per la storia di Sarno proprio in quell'anno la popolazione avvinta dalla peste trovo riparo e conforto nelle Vergine Maria: dalla chiesa di Foce, infatti, venne portata nella Cattedrale di Episcopio la statua di Maria Santissima del Monte Carmelo che aiutò la popolazione a liberarsi dalla peste e da quel momento la statua non ha fatto più ritorno a Foce, ritenuta artefice della salvezza dell'intera popolazione, è rimasta ad Episcopio, collocata nella cappella voluta dal Vescovo Pasquale dell'Isola nel 1937, per rendere grazie alla Santissima Madre per la liberazione del terremoto del 1930. L'intera cittadinanza, nonostante vive sotto la protezione di San Michele Arcangelo, attribuisce la propria salvezza dalla peste alla Beata Vergine, infatti, il volto amorevole e rasserenante della strada è diventato per l'intera popolazione rifugio e conforto da tutti i mali. Per tutti, Essa rappresenta la speranza, la confidente di tutto ciò che opprime ed oscure i cuori tutti hanno sempre una preghiera da rivolgerle per questo nessuno può rinunciare all'appuntamento del 16 luglio, nessuno può rinunciare a fare festa, per quell'occasione la bella Episcopio ritorna a vivere lo splendore dei tempi passati, i vicoli del centro storico si animano di luci, colori e voci si attende la processione, lo sguardo dolce e caldo di Maria Santissima del Monte Carmelo arriva ovunque tra la folla commossa ansiosa di vederla passare sul suo trono dorato. Dalla storia arriva il presente, il culto religioso si mescola con la festa popolare, lo spettacolo dei fuochi pirotecnici salutano l'arrivo della Vergine nella piazza gremita, il presente ha radici forti nel passato inevitabilmente l'uno si mescola all'altro. E' consuetudine la prima domenica dopo il 16 luglio, in occasione dei festeggiamenti, portare in processione la statua abbellita per l'occasione da ori, ex voto del popolo, per le suggestive strada, la processione si articola per 5-6 ore con la grande partecipazione non solo degli abitanti della frazione, ma anche con l'arrivo di quanti che per motivi di lavoro sono dovuti emigrare nelle città del nord Italia ed anche all'estero. La tradizione popolare è quella di omaggiare, durante la processione, di doni rappresentati o in danaro o animali i quali al termine della processione fino a notte fonda vengono messi all'asta con la cosiddetta (arriffà).


