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“Leggere la periferia: storie in cortile”, è partita da Sarno l'iniziativa dell'associazione "La Navicella di Minerva"

13 Aprile 2022 Author :  

“Leggere la periferia: storie in cortile”, è l’iniziativa messa in campo dall’associazione culturale “La Navicella di Minerva”.
L’Associazione culturale “La Navicella di Minerva” si costituisce nel 2020, anno in cui fervono i preparativi per il Centenario di Dante Alighieri (1321-2021). Ispirati dal viaggio di conoscenza di Dante pellegrino del Purgatorio, guidati dalla sapiente guida di Minerva ci siamo imbarcati “per correr miglior acque”. La Navicella di Minerva, difatti, si propone di correr miglior acque promuovendo la lettura attraverso il libro, scrigno dei saperi, e qui inteso come mare magnum, spazio mobile di storie. Storie al plurale, perché tante sono le vicende racchiuse nei libri, che come onde ‘trasportano’ e raccontano di mondi e spazi “altri”, in piena sintonia con la missione dell’Associazione che con la lettura mira a rilanciare i valori costitutivi di un nuovo umanesimo basato su inclusione e rispetto.
“La Navicella di Minerva” crede fortemente nel valore sociale della cultura in tutte le sue forme, confidando che la lettura offra occasioni di viaggio, di… sogni, porto di opportunità da realizzarsi in qualsiasi luogo, e non solo quelli deputati della cultura. Spiegate le vele della “Navicella di Minerva”, la lettura pertanto “esce” dalle biblioteche per raggiungere tutti, ovunque, soprattutto le periferie, di solito quelle più trascurate e/o dimenticate.
Su questa premessa ha preso vita il progetto “Storie in cortile” che l’Associazione sta portando avanti già da alcuni mesi sul territorio e nelle scuole. Un progetto concepito ad hoc in termini socio-topografici, ovvero un progetto che nasce e si snoda sul nostro territorio, tenendo presente le nostre strade, le nostre periferie, i nostri cortili, con l’obiettivo di promuovere la lettura al fine di riscoprire la nostra identità, individuale e cittadina, con la speranza che si creino quelle premesse per ritornare ad amare il nostro territorio, molto spesso ferito e maltrattato.
Alle periferie e in particolare ai cortili è legato il progetto “Storie in cortile” per riscoprire la nostra identità come comunità, perché è, anche in seguito alla pandemia, di urgente importanza riscoprirsi consorzio in cui ogni individuo partecipa al benessere delle comunità, benessere generale di cui godono anche i singoli.
La maggior parte dei membri dell’Associazione conosce il mondo di affetti racchiuso in un cortile. Ci abbiamo trascorso l’infanzia all’interno dei cortili, giocato, inventato, condiviso favole. Da qui la centralità data al cortile nell’ambito della rivalutazione del cortile come spazio vitale, familiare e sociale dove si viveva, cresceva, ci si sentiva al sicuro, si chiacchierava, si raccontavano storie. Erri De Luca scrive che i dialetti sono il cortile dell’anima, e il cortile è l’anima delle comunità come il dialetto, la lingua in cui spesso ci si esprime ancora in paese. Ci spiegano così il progetto: «Abbiamo scelto di ritrovarci all’interno dei cortili per raccontarci le storie come facevano un tempo le nostre nonne e le nostre mamme. Per ricreare ambienti e valori purtroppo scomparsi, in questo tempo storico caratterizzato da relazioni frettolose e spesso superficiali. Quindi un progetto di inclusione sociale e culturale che vuole incontrare anche molti bambini figli di immigrati. Noi portiamo i libri e le storie, loro ci accolgono nel loro mond/i. Nel nostro progetto sono i lettori che trasportano le storie, si muovono con noi portando la propria sedia, il proprio cuscino e sedendosi in cortile ad ascoltare. Il nostro obiettivo è raggiungere tutti, in particolare chi non ha familiarità con i libri e la lettura, e i bambini per poterli avvicinare alla lettura ed abituarli all’ascolto fin da piccoli. Ci rivolgiamo soprattutto ai bambini perché conosciamo tutti l’importanza della lettura fin dai primi mesi di vita, e il nostro impegno è quello di promuovere questa pratica per formare cittadini consapevoli, e attraverso i piccoli, ne possano beneficiare anche i grandi».
I lettori dell’Associazione sono volontari formati a livello nazionale, e sono già stati, nel territorio di Sarno, a Foce, Episcopio e Lavorate.
Gli appuntamenti sono iniziati a settembre, hanno cadenza mensile e sono stati una novità e una ventata di freschezza in un territorio non abituato alle letture ad alta voce, dove il libro, il più delle volte, si incontra quando si arriva a scuola, come “strumento” per studiare e non per piacere.
Il successo è arrivato fin dal primo appuntamento a cui hanno partecipato tantissimi bambini attenti e curiosi che chiedono sempre di leggere, e aspettano che si legga ancora. Le tante richieste dei genitori che ci chiedono titoli di libri e consigli di lettura, ci incoraggiano a continuare nonostante le difficoltà che non mancano mai, e rimettersi in mare, spiegando le vele della Navicella di Minerva.

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