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Scafati/Angri. San Tommaso: il torrente "maledetto" dimenticato dalle istituzioni

18 Aprile 2016 Author :  

“Aiutateci, qui si muore di tumori”. E’ l’ultimo di una serie infinita di disperati appelli di una cittadina di contrada Cappella (Scafati), un grido di allarme che riecheggia da un ventennio e si disperde nel vuoto della politica, della burocrazia, delle istituzioni, con il rischio di scatenare una guerra tra poveri che non sanno più a quale santo appellarsi. Vivere a via Molinelle, via Mariconda, via Cappella, via Palmentelle e zone limitrofe al torrente San Tommaso è un’impresa vicina al martirio, un destino di sofferenze e, in molti casi, una condanna a morte. Allergie, nausea, malformazioni, carcinomi, tumori: in quasi ogni famiglia che risiede nelle vicinanze di questa cloaca a cielo aperto si riscontra un problema di salute. La pazienza ha un limite, chi può scappa via, ma come al solito i più deboli sono costretti a sopperire.
Basta sostare pochi istanti nei pressi del canale che attraversa Angri, Scafati e Pompei per avvertire l’aria pestifera, scrutare grossi ratti che certo non fuggono dinanzi alla presenza umana, vedere le acque del canale tingersi di rosso e rifiuti di ogni tipo galleggiare lentamente. Scene quasi da terzo mondo in una zona densamente abitata e ribattezzata “terra dei veleni”, una vasta area dimenticata dallo Stato che qui dimostra la sua assenza, le sue incapacità d’intervento, il suo essere sordo alle problematiche civili, ambientali, sanitarie. Ma come si è arrivati a questo disastro ambientale?
Il canale fu creato nel 1931 per convogliare le acque della fabbrica conserviera Vitelli di Angri verso il fiume Sarno e inizialmente fu denominato Canale Vitelli, ma con il passare degli anni, l’urbanizzazione e l’industrializzazione selvaggia l’hanno reso una fogna a cielo aperto dove si riversano “legalmente” i liquami delle abitazioni private di Angri e S.Egidio e illegalmente gli scarichi industriali delle numerose fabbriche in zona, alcune delle quali di fama nazionale. Ma senza prove concrete, difficilmente reperibili da noi comuni cittadini, diventa impossibile fare i nomi. In passato qualche azienda è stata chiusa in attesa di mettersi in regola, il giorno dopo i lavoratori scendevano in piazza per protestare e poco dopo riaprivano i battenti. Oppure è bastato pagare una sanzione pecuniaria per proseguire la propria attività. Il classico 'serpente che si morde la coda', una legge universale irreversibile, una lotta per la sopravvivenza in un’area geografica ad altissimo tasso di disoccupazione.
Ma cosa si può fare per risolvere quest’emergenza sanitaria? Per capirne di più bisogna addentrarsi nelle campagne di Angri in compagnia di chi da anni sta lottando per tentare di risolvere il problema: Gennaro Malafronte presidente del Comitato " Per la salute dei cittadini" di Mariconda, Gaetano Pedone dell' Ass. Amici di Cappella e Schettino Michele, presidente del Comitato cittadino via Molinelle, oltre al consigliere comunale di Scafati Mimmo Casciello. Tutti e tre sono a loro modo simbolo di una lotta estenuante, spesso costretti a fare da parafulmine alla tempesta di rabbia dei cittadini esausti.
L’origine del male è in traversa Fantasia (Angri), dove ha inizio l’inquinamento del canale San Tommaso e si collegano diversi collettori abusivi, un ‘paesaggio’ spettrale a pochi metri dalle abitazioni. “Per risolvere il problema basterebbe una colata di cemento” spiega Mimmo Casciello, “ma poi ci arresterebbero tutti”. L’unica soluzione si chiama Collettore sub 1 che convoglierebbe i liquami da Angri e Sant’Egidio direttamente verso il depuratore di Scafati, in modo che il torrente diventi completamente asciutto. Un’opera da 11 milioni di euro bloccata anni fa per infiltrazioni camorriste, poi passata in gestione all’Arcadis che ancora non è riuscita a completare l’opera al momento ferma a Scafati. Secondo il consigliere comunale, che conferma piena fiducia nell’Agenzia Regionale, a breve i lavori dovrebbero riprendere ed essere completati al massimo entro due anni, nella migliore ipotesi. A breve Mimmo Casciello tornerà nella sede dell’Arcadis a Sarno per pressare sulla repentina ripresa dei lavori. Ma la gente che convive con il torrente velenoso è esausta, stanca delle promesse… un po’ come San Tommaso: fino a quando non vede non è più disposta a credere.

Consigliere Casciello, quante denunce ha presentato in veste di Consigliere Comunale e a chi ?
Esasperato, come tanti dei miei concittadini, dall’odore nauseabondo emanato dalle acque inquinate del Canale San Tommaso, alla Procura di Nocera ho espresso tutta la nostra preoccupazione rispetto ad una situazione divenuta drammatica soprattutto con l’approssimarsi della stagione calda, quando le esalazioni maleodoranti si acuiscono. In essa, abbiamo riposto le nostre speranze, affinché essa si adoperi, secondo competenze, agli opportuni controlli, per individuare eventuali responsabilità e punire penalmente i colpevoli.

Perché e dove si sono bloccati i lavori del collettore ?
L’ Arcadis è il soggetto attuatore, subentrato nel 2013 al Commissario delegato per il superamento dello stato di emergenza ambientale nel bacino del Sarno. A questo ente e non al Comune di Scafati è stato attribuito anche il compito di prosecuzione delle attività per il completamento del Collettore sub 1, necessario per consentire ai reflui di convogliare direttamente al depuratore. Un’ opera la cui impresa costruttrice è stata però posta in amministrazione giudiziaria. E’ stato dunque necessario acquisire il parere dell’Avvocatura dello Stato sullo schema di contratto per riprendere le attività di un’opera di 11 milioni di euro circa già finanziati. Dopo la presentazione del progetto esecutivo si è al momento nella fase di verifica e validazione dello stesso. Si tratta della fase conclusiva di un procedimento difficile e tortuoso che consentirà, da qui a breve, di riavviare i lavori che dovrebbero avere una durata di circa 24 mesi. Un’ opera assolutamente necessaria che, una volta conclusa, consentirà il superamento definitivo del contesto di criticità ambientale in atto per il San Tommaso.

Ha fiducia nell’Arcadis?
Personalmente, ho trovato del personale disponibile e competente che gode da parte mia di una profonda stima.

Stato, politica e Procura perchè in questi anni hanno fallito dinanzi a questo disastro ambientale?
Non spetta di certo a me emettere un giudizio in merito ad un stato di emergenza ambientale che si protrae dal 1995. Di certo, bisogna completare la realizzazione di quelle opere complesse (impianti di depurazione, rete di collettori e reti fognarie nei Comuni), ma indispensabili e urgenti per superare la grave situazione esistente nel bacino del Sarno. Oltre ovviamente ad una necessaria attività di bonifica e sistemazione idraulica del fiume e di altri corsi d’acqua.

Sarà un'altra estate di inferno ?
È una situazione diventata insostenibile che non siamo più disposti a subire. Se necessario saremo pronti a scendere in piazza per manifestare in modo forte ma civile tutta la nostra esasperazione.

 

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