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Fonderie Pisano al contrattacco, un piano per la riapertura

21 Maggio 2016 Author :  

A pochi giorni dalla chiusura le Fonderie Pisano mettono a segno la prima contromossa per riaprire i battenti e rimettersi in regola con i parametri ambientali, in base agli ultimi rilevamenti dell’Arpa-Regione Campania che ha messo in evidenza alcune criticità. Ieri mattina all'interno dello stabilimento di via dei Greci sono arrivati due tecnici dell'Assofond arrivati direttamente da Milano per cercare di dare risposte alle problematiche legate all'inquinamento. Secondo l'ingegnere Gualtiero Corelli dell'Assofond la vicenda Pisano “andrebbe letta con dati oggettivi” e insieme con i vertici aziendali si stanno definendo gli interventi da realizzare in modo tale da rispondere alle varie criticità. Fonderie Pisano sta realizzando un percorso di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e cercando di dimostrare attraverso le centraline installate in zona che le emissioni inquinanti oltre i limiti sarebbero dovute all’intenso traffico veicolare in una zona attraversata da due arterie ad alto livello di congestione.
Secondo alcune voci vicine alla vicenda “l’Escherichia-coli presente negli scarichi proviene da una conduttura si presume di civili abitazioni, che si sono immesse nelle condutture delle Fonderie, ma siccome per l'Arpac è compito del gestore dello scarico vigilare... i superamenti dei parametri vengono attribuiti alle Fonderie. Così succede per gli idrocarburi presenti nello scarico delle acque di dilavamento: abbiamo appurato tramite un video fatto proprio dal presidio in un giorno di pioggia che in uno scarico delle Fonderie che è in disuso vanno a confluire le acque di dilavamento sia dell'autostrada che della strada ed anche in questo caso l'Arpac ci ha imputato che essendo lo scarico di proprietà delle Fonderie compete a queste vigilare”.
La corsa contro il tempo è iniziata per le Fonderie Pisano al fine di mettere in atto misure provvisorie, che dovrebbero consentire all’azienda salernitana di riprendere la produzione nel minor tempo possibile e studiare un piano di delocalizzazione ormai urgente. A rallentare l’iter burocratico le elezioni amministrative che si terranno tra poco più di due settimane: prima di allora assisteremo ad una fase di stallo per tenere ‘congelata’ la patata bollente. La verità verrà a galla solo dopo le urne…

 

Punto Agro News

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