Scafati. Ancora un filo che conduce da Caserta a Scafati, ancora imprenditori legati al clan dei Casalesi presenti anche a Scafati e la trama delle inchieste dell'Antimafia si infittisce. Nei giorni scorsi gli imprenditori Ferdinando Di Lauro e Andrea Grieco, suo socio sono stati arrestati per associazione per delinquere di stampo mafioso, turbata libertà degli incanti aggravati dalla finalità di agevolare il clan dei Casalesi. L'inchiesta parte degli appalti ottenuti per il Pip di Aversa. Intanto, però Di Lauro e il suo socio, intestatari della ditta G&D prefabbricati, sono volti noti anche a Scafati dove la società si trova nell’associazione temporanea di imprese come affidataria dell’appalto dell’ex Copmes di Scafati. Venerdì i due imprenditori sono finiti nel mirino della Dda di Napoli su appalti truccati nella realizzazione del Pip di Aversa riconducibili al clan dei Casalesi, legati all'area che faceva capo a Iovine, ora pentito. Infatti l'ex boss ha svelato i suoi rapporti con Di Lauro e come avrebbe aiutato “o ninno” nella sua latitanza. Dall’ordinanza firmata dal Gip Federica Colucci, emerge che sarebbe stata la “G&D Prefabbricati Spa”, ad aggiudicarsi la nuova gara d’appalto indetta dal Comune dopo che la prima era stata annullata per la rinuncia dell’imprenditore avvicinato da Iovine. La G&D fu l’unica società a partecipare alla nuova gara, dopo che un’altra societa’ napoletana, non identificata, era stata costretta a rinunciare sempre dopo l’intervento del boss. Di Lauro, tra il 2007 e il 2011, grazie ad aderenze presso il Comune di Aversa attraverso prestanomi e imprese a lui riconducibili, riuscì ad aggiudicarsi l’appalto per la realizzazione dell’area Pip, da edificare su un terreno di sua proprietà, per un valore di circa 21 milioni di euro, in realtà mai realizzati. Ancora una volta il nome dei Casalesi finisce per fare tappa a Scafati e di nuovo in un appalto pubblico da 18milioni in cui ha partecipato insieme alla Viro Costruzioni generali per l'Ex Copmes ed il progetto dell’amministrazione Aliberti coordinato dal Rup Maria Gabriella Camera. La società aveva avuto altri problemi anche a Battipaglia, Agropoli, Formia e in altre città fino al clou con gli arresti di venerdì: la ricetta è sempre la stessa. Tra accordi sui ribassi, amicizie politiche e camorra avevano la priorità negli appalti.
I NOMI E I VOLTI DEL CLAN A SCAFATI - Scafati come filiale di Caserta e corsia preferenziale per il clan dei Casalesi? Gli ultimi fatti di cronaca inquietano in questo senso. Venerdì era venuto fuori che due imprenditori del clan legato a Iovine avevano messo le mani sull'appalto da 18 milioni nell'ex Copmes. Ma, non è il primo caso del genere in città. Nei mesi scorsi era stato arrestato il direttore dei lavori per la realizzazione dei marciapiedi di via Santa Maria la Carità: ancora una volta il nome della città era stato accostato a quello del clan dei Casalesi. In manette il 10 aprile era finito infatti Carmine Domenico Nocera, l'ideatore del bunker dove si nascondeva ed eseguiva i suoi affari il boss dei Casalesi Michele Zagaria. L'ingenere del clan, secondo l'antimafia di Caserta. Quello adatto ad eseguire la direzione dei lavori di via Santa Maria la Carità, secondo l'architetto Maria Gabriella Camera che di quei lavori era il Rup. I lavori diretti a Scafati da Nocera prevedevano la costruzione di nuovi marciapiedi e con una variante di pochi mesi fa anche il rifacimento della pubblica illuminazione che ebbe l'ok della Giunta. Poi c'era stato il caso Archicons. In quella occasione era stato arrestato il progettista del polo scolastico di Scafati, altro progetto da circa 9 milioni di euro attivato nell'ambio del Piu Europa. Tra destinatari dei provvedimenti emessi dalla Dia di Napoli, anche l'ingegnere – progettista del Polo – Gugliemo La Regina accusato insieme ad altri, a diverso titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio ed altre gravi irregolarita nelle procedure di affidamento di lavori di committenza pubblica realizzate anche al fine di agevolare uno dei sodalizi camorristici di maggiore spessore dell’area casertana. Ma non finisce qui. Tra i famosi legami delle ditte vicine ai clan c'è la Bretto di Antonio Bretto che ha Scafati ha eseguito diversi lavori nell'ambito del Piu Europa. Dopo l'inchiesta dell'antimafia di Salerno che ha eseguito lo scorso 18 settembre delle perquisizioni e inviato un avviso di garanzia al sindaco di Scafati Pasquale Aliberti , alla segretaria comunale Di Saia , al fratello del sindaco Nello e allo staffista Giovanni Cozzolino per associazione mafiosa , corruzione , scambio di voto politico mafioso, ora il nome della città viene ancora accostato alla camorra in un modo o nell'altro.


