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Scafati. Sito di stoccaggio, Cappella "terra dei veleni" tra controlli e indifferenza

30 Luglio 2016 Author :  

Continuano i disagi in Via G. Ferraris, gli odori nauseabondi che fuoriescono dal sito di stoccaggio e le lunghe file di auto-compattatori, da alcuni dei quali spesso fuoriesce percolato, continuano ad essere il flagello dei residenti della zona. La vicenda è altamente attenzionata dai carabinieri del Comando Provinciale a Tutela del Territorio proprio quando i disagi sono in continuo aumento, non di rado i cattivi odori raggiungono il centro città fino alle comunità limitrofe.

Ieri mattina alle ore 10:00 è scattato un altro blitz nei pressi del sito di stoccaggio della Helios da parte dei caschi bianchi. Alcuni giorni fa gli stessi avevano provveduto al sequestro di un auto-compattatore che non rispettava le normative ambientali. Questa volta la presenza della Polizia Locale era dovuta a problemi legati alla viabilità: infatti erano circa 30 i camion fermi lungo la corsia, altri erano in sosta nello spazio antistante il depuratore che si trova nei pressi. Decisamente troppi così sul posto sono intervenuti gli uomini del Comando di Polizia Locale coordinati dal Tenente Pasquale Cataldo. Il pronto intervento è stato sollecitato dalle numerose segnalazioni giunte al comando di via Melchiade da parte dei cittadini del posto. Gli agenti entrati all'interno del sito di stoccaggio hanno chiesto in modo perentorio ai vertici dell'azienda di far sgomberare la corsia e il vicino piazzale occupato dagli auto-compattatori, dopo alcune ore però lo scenario era simile. La situazione in Contrada Cappella è al limite ed i cittadini attendono una soluzione che possa salvarli dal costante inquinamento in cui sono costretti a vivere.

Negli anni è stato completamente assente qualunque controllo sul rispetto delle leggi da parte dell'ex Igiene Urbana ora Helios o AM Ambiente o Am Tecnology, come la si vuole chiamare, tutte società operanti nel settore rifiuti e riconducibili ad una sola proprietà. Comune, Provincia e Regione sono rimasti in un silenzio/assenso sia sui titoli autorizzativi che al grido di aiuto lanciato dalla comunità locale, a nulla è servita una marcia, organizzata dal comitato locale "Cappella e Oltre", e il recente appello alla Madonna in occasione della festa patronale durante il consueto passaggio in zona, avvenuto pochi giorni fa.

L'amministrazione comunale in persona del Sindaco rispose con un mero e generico appello alle "alte istituzioni", giustificandosi che non era nei propri poteri far chiudere un'azienda. Lontani i tempi, correva l'anno 2011, quando per simili, se non identici disagi ambientali, in risposta alle recriminazioni del comitato "Rione Madonnelle", l'amministrazione comunale, in persona dello stesso primo cittadino di adesso, inviò i caschi bianchi nell'ex cartiera "Papiro Sud" per eseguire dei controlli. A seguito delle ispezioni il sindaco provvedette ad emanare un'ordinanza sindacale che bloccò l'utilizzo di una parte del sito industriale di proprietà degli Scarlato, amici o nemici dell'attuale amministrazione a tempi alterni. Lo scorso 21 Luglio ci sono stati i primi controlli da parte del NOE al sito di stoccaggio per rifiuti di via Galileo Ferraris, l'intervento scattò a seguito delle denunce sporte dai cittadini residenti e sulla scorta di una relazione redatta dai carabinieri della Tenenza di Scafati intervenuti alcune sere prima per un sopralluogo in zona.

Gli uomini dell'arma appartenenti al gruppo Noe di Salerno guidato dal Capitano Ambrosone secondo indiscrezioni avrebbero accertato che lo stoccaggio dei rifiuti nel sito sarebbe superiore al consentito e che il trattamento dei materiali non rispetterebbe le severe norme in materia. L'impianto di stoccaggio sorge a pochi metri da numerose abitazioni, i residenti sono letteralmente costretti a rimanere chiusi in casa, anche i bambini sono impossibilitati al naturale diritto di vivere un'infanzia di gioco all'aria aperta.

I genitori della zona sono sempre più preoccupati per la salute propria, dei loro figli e degli anziani, molti dei quali sono affetti da alcune forme di allergie quasi certamente riconducibili alle esalazioni dell'aria inquinata. La lavorazione quotidiana dei rifiuti è causa anche di inquinamento acustico che mina il riposo e la tranquillità a cui hanno diritto tutti. La magistratura sollecitata potrebbe a breve dare le risposte che la comunità locale ha atteso invano dalla politica che non ha tutelato per nulla il loro diritto ad una vita serena, tranquilla e sana.

Punto Agro News

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