Pagani. Si terrà questa mattina l'autopsia sul corpo di Domenico Zefferico, 65 anni, residente ad Andria in Puglia e deceduto il 2 settembre scorso all’ospedale Andrea Tortora di Pagani. Aveva un tumore al fegato e, durante l'elettrochemioterapia si è ustionato per il 10%, morendo poco dopo. Per la sua morte sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura di Nocera Inferiore con l’accusa di omicidio colposo sei persone, tre medici e tre infermieri che il 3 agosto scorso effettuarono l’intervento di chirurgia chemioterapica. Gli impulsi elettrici e il disinfettante utilizzato nel corso dell’ intervento hanno causato l’incendio della parte destra del corpo dell’uomo. Secondo la denuncia del figlio, il padre è stato lasciato solo nella stanza di terapia post operatoria attaccato al macchinario. È bastata una scintilla, l’accellerante è stato il disinfettante e Domenico Zefferino ha preso fuoco. Per un mese, il 65enne oltre che essere curato per il cancro, a Pagani ha dovuto lottare con le gravi ustioni che lo avevano colpito sulla parte destra del corpo, sul collo, sulla schiena fino a morire. Oggi il medico legale Giovanni Zotti effettuerà l’esame autoptico.


