Angri/Scafati. I lavori per la realizzazione della rete ferroviaria Napoli-Potenza hanno letteralmente messo in ginocchio i cittadini della zona, tra diffide ed esposti, arriva l'urlo disperato dei residenti alla vigilia dell'autunno. Una croce, una maledizione, un incubo: questo vuol dire, per i cittadini della prima traversa Ferrovia, Piazzale Ex scalo merce ferrovia, la vicinanza di quella linea. Da quando sono iniziati i lavori, sulla scia di una concessione del 2003 e di un accordo di programma del 2006 siglato in Regione Campania, non c'è stata più tregua con gli allagamenti. Procediamo con ordine. Nel 2006 a Palazzo Santa Lucia era stato siglato l'accordo di programma tra Regione, Provincia di Salerno, Comuni di Scafati, Angri e ferrovie dello Stato. I lavori erano però subordinati alla realizzazione delle rete fognaria comunale che avrebbe dovuto completare, all'epoca il generale Jucci nell'ambito del progetto di realizzazione ad hoc. Opera, mai conclusa. Inoltre, per costruire le infrastrutture necessarie alla linea ferroviaria, i tecnici Rfi e quelli regionali, oltre che comunali, avevano anche incontrato la difficoltà del canale San Tommaso. Per evitare il problema, si sarebbe dovuto compiere un progetto in modo tale che il fiume deviasse il suo corso fino alla vasca di raccoglimento prevista nel piano del commissario di governo. Però, la vasca non è mai entrata in funzione e quindi, di fatto, il corso del San Tommaso più che deviato è stato “bypassato” in modo tale da trovarsi ad un certo punto “strozzato” nei momenti di piena, ad esempio, in occasione delle abbondanti piogge autunnali. Il forte restringimento, ovviamente, abbinato alla portata enorme di acqua dovuta al frequente maltempo stagionale, causa la fuoriuscita idrica da ogni tombino e fognatura lì vicina, fa allagare l'area. Qui sorgono i problemi dei cittadini del comprensorio. Infatti i residenti in diverse occasioni hanno dovuto allertare i vigili del fuoco del comando di Nocera Inferiore o Sarno, per liberare le loro abitazioni da acqua e fango. La risposta ai loro problemi, è sempre uno scaricabarile tra Comune, Provincia, Regione, Consorzio di bonifica e Rfi. Il Comune di Angri e quello di Scafati, da parte loro avevano chiesto l'intervento del Consorzio di bonifica per dare risposte ai cittadini. In questo senso però, i tecnici del consorzio hanno presentato denuncia alla Procura della Repubblica contro Rfi proprio perchè non avrebbero rispettato le competenze e le prescrizioni previste dalla Regione e dall'autorità di bacino nella realizzazione dell'opera pubblica. Rfi invece, in risposta alle “accuse” declina ogni responsabilità sul caso rispedendo al commissario di governo, tutte le prescrizioni in quanto i lavori erano subordinati alla realizzazione ed al funzionamento dei collettori. Nella lettera di risposta, poi, Rfi scrive: “Considerata l'urgenza di realizzare le opere, stante la loro intrinseca funzione di aumentare i livelli di sicurezza del traffico stradale e ferroviario, per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità, solo il senso di responsabilità, unitamente alla proficua collaborazione tra enti pubblici, ha portato questa sede ad eseguire una soluzione transitoria per la regimentazione delle acque superficiali nelle more della messa in esercizio dei collettori” conclude. Ma, per il Consorzio, loro non potevano agire in questo senso e poi, i cittadini, sono quelli che ne pagano le spese con continui allagamenti. Rfi, secondo i rilievi comunali e degli altri enti preposti, non aveva alcuna autorità su questa vicenda ed infatti, in questo momento, si trova nel fuoco “amico” per un lavoro che ha cambiato il corso naturale del fiume con conseguenze drammatiche per i cittadini. Bastano pochi millimetri di pioggia per scatenare la tempesta in un bicchiere. Una soluzione sarebbe auspicabile soprattutto perchè tra qualche settimana inizierà la stagione delle piogge e quindi, per gli angresi della traversa Ferrovia, la situazione rischia di degenerare. Già lo scorso 12 agosto, proprio per gli allagamenti, c'erano stati forti momenti di tensione nell'area.
LA NUOVA ORDINANZA – Ieri il sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli, ha emesso una nuova ordinanza sul caso nei confronti dell'Arcadis e di Rete ferrovie dello Stato affinchè eseguano tutti i lavori in modo tale da evitare e prevenire gli allagamenti in via prima traversa Ferrovia, così come sul corso Vittorio Emanuele III. Infatti, sempre secondo i tecnici comunali e regionali, Rfi avrebbe eseguito opere non dovute ed inoltre, Arcadis non avrebbe completato quelle relative alla rete fognaria, così come doveva. Il comune così, per prevenire ulteriori danni e per tutelare i cittadini della zona, ha emesso il diktat nei confronti di Rfi e Arcadis che entro trenta giorni dovranno intervenire pena, denunce ed esposti.
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https://puntoagronews.it/in-evidenza/item/45795-angri-canale-san-tommaso-strozzato-,-esondazioni-e-disagi-diffida-alla-rete-ferroviaria-italiana.html#sigProIdd398b1a1cc


