La solidarietà a Valeria Cozzolino non basta. L'episodio contestato dalla Procura al sindaco Pasquale Aliberti, al fratello Nello Aliberti ed all'esponente del clan Ridosso Loreto, Gennaro Ridosso sulle minacce di morte durante la campagna elettorale del 2013, è una legittima indagine che l'Antimafia sta svolgendo nell'ambito di un più ampio contesto di inchiesta che tenta di combattere il possibile e paventato malaffare tra politica e camorra in città. Una garanzia, non solo per i cittadini ma anche per lo stesso sindaco e la sua squadra, che se innocenti, saranno sicuramente assolti senza bisogno di impegnarsi 24 ore al giorno via social nel denigrare ed offendere chi legittimamente svolge il proprio lavoro. Chi davvero crede nella giustizia, sa aspettare. Possibilmente in silenzio.
L'episodio contestato è di competenza della magistratura e deve restare di tale competenza, nel rispetto dei reciproci ruoli e anche di quello della giornalista coinvolta, parte lesa della vicenda, che non ha espresso alcun tipo di offese o insinuazioni in queste difficili ore. La stessa notizia, riportata dal nostro giornale online, è stata diffusa mantenendo il solito imparziale e basso profilo lasciando da parte ogni tipo di coinvolgimento personale.
Gli episodi del 2013 sono stati avvolti negli ultimi due anni da un silenzio imbarazzante e che ha troppo spesso rischiato di far emergere una realtà distorta e fuorviante rispetto al caso Scafati. Insieme alla collega Rosaria Federico, all'epoca dei fatti, è stata combattuta una battaglia di resistenza e contro un clima difficile e molto teso legato proprio alla dura campagna elettorale su cui oggi la magistratura punta il dito parlando di un “patto criminale per il consenso” con il clan Ridosso-Loreto.
Nonostante l'avviso di garanzia squarci il velo di silenzio su quanto accadde in quegli anni alla collega, resta imbarazzante oggi, l'atteggiamento dei consiglieri comunali ed assessori del sindaco che intervengono su un caso di indagine coordinato dalla magistratura Antimafia, dimenticando qual è il loro compito: risolvere i problemi della città, non quelli del primo cittadino.
Quello che in qualità di direttore di PuntoAgronew.it e PuntoStabianews.it voglio sottolineare infine, è che Valeria Cozzolino è una giornalista dei nostri portali, capo-redattore e responsabile di zona. E' stata licenziata da quel giornale in cui nel 2013 scriveva ed è entrata quasi subito nella squadra di PuntoAgro e PuntoStabia, con grande soddisfazione da parte nostra che ne abbiamo sempre esaltato le qualità senza mai impedirle di scrivere la verità, senza mai chiederle di essere più morbida o meno incisiva.
Ne abbiamo rispettato la professionalità fin dal primo giorno e le siamo vicini umanamente: non avremmo mai venduto il suo lavoro e le sue battaglie contro la camorra e il malaffare per altri interessi. Noi cerchiamo la verità e denunciamo i fatti, insieme.
Ci dispiace che l'ordine dei giornalisti (e le associazioni dell'Agro) non abbia saputo distinguere il ruolo di Valeria Cozzolino da quello di un giornale che, rispetto a quegli anni in cui lei era impegnata sul territorio, ha cambiato proprietà. Per la collega c'è stato solo un assordante silenzio che non riusciamo a spiegarci ma non ci meraviglia visto che pochi mesi fa, lo stesso ordine aveva ignorato gli insulti ai danni di un altro nostro collaboratore da parte di politici scafatesi.
Non siamo solidali con Valeria Cozzolino, noi siamo insieme a lei in quella storia infamante del 2013, questa battaglia di oggi, e in tutte le altre che affronterà a testa alta e rispettando il suo ruolo. Lasciamo gli attestati di solidarietà a chi deve dimostrare vicinanza, non a chi è già vicino.
Noi rispondiamo ai lettori, non ai politici.
Dall'altra parte ci saremmo aspettati risposte ai cittadini, ai magistrati e non ai giornalisti.
Il direttore
Gabriele Musco


