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Salerno/Irno. Omicidio Petrone: "Trent'anni al killer, fu delitto di camorra"

21 Dicembre 2016 Author :  
Trent’anni di carcere per Vincenzo D’Andrea, alias ’o poeta, accusato di essere il killer che nell’agosto del 2007 uccise Fabio Petrone con quattro colpi di pistola: questa la richiesta di condanna. Un omicidio premeditato, accompagnato dall’aggravante camorristica: ieri la requisitoria con cui il pubblico ministero antimafia ha ricostruito lo scenario da “fuoco amico” in cui sarebbe maturato l’omicidio, ma ha preso atto anche delle obiezioni del difensore, che per circa due ore ha cercato di smontare le accuse minando l’attendibilità del collaboratore di giustizia Ciro De Simone, su cui si fonda gran parte dell’inchiesta. Secondo le indagini della Dda, Petrone fu ucciso per farlo tacere, perché il clan Villacaro-D’Andrea temeva che rivelasse agli inquirenti i nomi degli assassini di Donato Stellato, ucciso sei mesi prima dinanzi al Tribunale. Per quell’agguato D’Andrea ha già avuto un’altra condanna a trent’anni, anche in quel caso in abbreviato. Era lui uno dei killer che affiancò nel traffico l’auto di Stellato, insieme a Ciro Villacaro che ha scelto il rito ordinario ed è stato condannato all’ergastolo. I due sono entrambi coinvolti anche nell’omicidio di Petrone: D’andrea come esecutore, Villacaro (a processo dinanzi alla Corte d’Assise) in qualità di mandante. È stato lui, secondo le indagini, a ordinare la morte dell’affiliato Petrone, irritato da qualche esternazione sull’omicidio Stellato e preoccupato della scelta fatta dall’amico Walter Castagna, che in quel periodo aveva iniziato a collaborare con la giustizia. D’Andrea raggiunse la vittima poco dopo lo svincolo autostradale di Baronissi.

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