Salerno. Associazioni: fondi a pioggia dalla Regione
Si rassegni l'antica e gloriosa Napoli Capitale, e con lei Caserta da sempre vittima del Napolicentrismo e Benevento figlia di nessuno. La Campania parla salernitano con leggere inflessioni irpine: le lingue del presidente della giunta Vincenzo De Luca e del Consiglio Rosetta D'Amelio. Che le due province fossero, come dire, 'spinte' più delle altre come si fa coi figli timidi alla recita di classe era apparso subito chiaro. Gli uomini del presidente sono in larga parte salernitani, le sue visite nell'Avellinese sono sempre più frequenti: eppure fa un certo effetto vedere questa tendenza - lecita, ci mancherebbe, ma forse poco equa - messa nero su bianco sulla carta. Prendiamo la determina n. 2012 del 29 dicembre scorso della Direzione Generale Attività Legislativa, Relazioni Esterne, Cerimoniale: il dirigente Alfredo Aurilio (casertano, ex commissario Ept) ha assegnato i cosiddetti 'patrocini onerosi' a 12 associazioni. Nove sono salernitane, due avellinesi, una sola napoletana. Sono quelle, recita il documento, che hanno risposto all'avviso pubblico emanato dalla presidenza del Consiglio per ottenere "compartecipazioni monetarie" : associazioni, fondazioni, università, organizzazioni di volontariato, enti di culto che "nel 2016 abbiano promosso iniziative finalizzate ali 'intento di suscitare l'attenzione e l'intéresse di ambienti e soggetti qualificati nazionali, comunitari ed internazionali, onde ottenere gli innegabili vantaggi die per il consiglio regionale derivano dal fatto di essere conosciuto, apprezzato e seguito nella sua azione a favore della collettività ". Per raggiungere questi obiettivi la D'Amelio ha messo a disposizione 30mila euro: ne ha spesi poco più della metà. Ora, a parte la curiosità di sapere quale beneficio abbia portato al consiglio regionale della Campania l'associazione sportiva di Pallamano di Salerno. possibile che non ci sia stato un solo soggetto, a Caserta, a Benevento o nella terza città d'Italia, ad avere i requisiti giusti? Se il Napolicentrismo era da condannare lo è altrettanto il salernocentrismo.


