Angri. Centri anti-violenza "fantasma": chiuse le sedi di Sarno e Roccapiemonte, dubbi sui servizi

03 Febbraio 2017 Author :  

Centri anti-violenza “fantasma” a Sarno, Angri e Roccapiemonte: il servizio inaugurato pochi mesi fa a Sarno e Roccapiemonte, già non funziona più e servizi descritti sul sito istituzionale del progetto “Protezione donna”, non funzionano o non sono disponibili né fruibili. Ma procediamo con ordine. Alla fine del 2015, inizio 2016, la Regione Campania eroga il finanziamento di 180 mila euro circa per l'ambito s1 per istituire dei centri anti-violenza ad Angri, Sarno e Roccapiemonte. Viene scelto del personale, una società di comunicazione-grafica e comprati arredi, vengono anche pagate linee telefoniche e numeri da attivare per aiutare le donne vittime di violenza. Poi è il momento di tagliare il nastro. Il racconto inizia con la “fiaba” e comincia in un giorno particolare, il primo di aprile. Un giorno meglio noto nella tradizione popolare come “pesce d'Aprile”. Il primo aprile 2016 nell’aula Consiliare del comune di Sarno si affronta un’importante tematica, la violenza sulle donne e lo si fa attraverso un importante convegno chiamato “Libere di essere, libere di vivere”: in questo importante convegno viene anche tagliato il nastro per lo sportello anti-violenza che si apre nel municipio di Sarno. Lo sportello, creato nell’ambito del progetto “Protezione Donna”, è promosso dal Piano di Zona – ambito S1 e finanziato dalla Regione Campania. Lo scopo è prevenire e contrastare la violenza, in attuazione della legge regionale 2 del 2011. Al convegno partecipano personalità di spicco: Maria Rosaria Aliberti presidente del Consiglio Comunale e referente locale del progetto “Protezione Donna”; Giuseppe Canfora Sindaco di Sarno e Presidente della Provincia di Salerno; Vincenzo Salerno, Assessore politiche sociali al comune di Sarno; Maria Bellomo, presidente Commissioni Politiche Sociali comune Sarno; Maddalena Di Somma Coordinatrice Piano di Zona S1; Anna Malinconico, Coordinatrice progetto “Protezione Donna”; Fiordelisa Leone, Consigliera di Parità Provincia di Salerno; Alba De Felice Avvocato familiarista; Rosa Esposito, responsabile centro antiviolenza di genere AOU S. Giovanni e Ruggi - Referente Ministero Regione Campania; Michela Rostan, Commissione Giustizia Bicamerale di inchiesta sulle Ecomafie; Amedeo Sessa, Procuratore della Repubblica Tribunale Nocera Inferiore; Chiara Marciani Assessore Regionale alle pari opportunità. Personalità di rilievo nell’ambito, comunale, provinciale e regionale che hanno fortemente voluto questo sportello e si sono attivate perché esso potesse nascere, intanto, durante il convegno importante si sono tessute le lodi dell’uno e dell’altro dei relatori presenti, tra applausi e sorrisi soddisfatti. La stessa coordinatrice, dottoressa Maddalena Di Somma durante un' intervista auspica che questo sportello di Sarno così come quello di Roccapiemonte, possa essere “punto di riferimento per tante donne che oggi continuano a subire violenza nel silenzio e nella paura”- e continua –“ il nostro obiettivo è fornire opportunità di riscatto a tutte quelle donne che oggi pensano di essere sole, fornendo loro un aiuto concreto ed un supporto morale, attraverso le strutture e gli operatori”. Ecco un passo importante in una realtà territoriale in cui, pur essendoci tanti giovani attivi sul territorio a livello sociale, e pur avendo tanti giovani istruiti, si tratta pur sempre di una realtà dove esiste ancora una cultura di base particolarmente radicata il cui pensiero è la disparità di genere, la disuguaglianza. Così la fiaba continua e Maria Rosaria Aliberti, Presidente del consiglio comunale e referente del progetto per il comune di Sarno: “la violenza sulle donne è diffusa in tutte le classi sociali…. È importante far capire alle donne che non sono sole e che possono affidarsi con fiducia ai centri antiviolenza. È questa l’essenza dello sportello antiviolenza “Protezione Donna” fortemente voluto dall’intera amministrazione che mi onoro di rappresentare: un universo di attività e competenze impegnate a condurre chi ha subito violenza verso la scoperta della propria identità, del proprio valore per ritrovare il desiderio di un nuovo progetto di vita”. Dopo appena otto mesi e 180mila euro, a dicembre lo sportello di Sarno, così come quello di Roccapiemonte, sono chiusi. A gennaio, restano solo le liquidazioni a società e personale. Una volontaria di PuntoAgroNews, contatta direttamente il numero (un telefono cellulare ed uno fisso – non istituzionale né verde - a cui non è facile ottenere una risposta) presente sul sito di “Protezione donna” e la risposta è immediata: lo sportello a Sarno non c'è più, nemmeno quello a Roccapiemonte. E' la stessa ragazza a raccontare: “Chiamo di mattina, sul numero fisso nessuna risposta, chiamo il mobile per le emergenze e con mio grande stupore mi rispondono. Mi faccio dare un appuntamento e quando le chiedo di spiegarmi precisamente dove si trovano mi dà il recapito della sede principale di Angri. Al che io le dico in tutta franchezza che ero convinta di parlare ad un'operatrice dello sportello di Sarno. La giovane donna, che percepisco in serio imbarazzo, mi dice: 'mi dispiace! noi siamo la sede principale di protezione donna, è vero c’erano gli sportelli satellite a Roccapiemonte e a Sarno, ma non funzionano più'” racconta. A non essere fruibile né trovabile è anche l'App “Protezione donna”, citata sul sito come un mezzo per informare su tutti i servizi dello sportello anti-violenza. Che fine ha fatto questo servizio? A dire il vero, “Protezione donna” era un servizio avviato in fase sperimentale per 11 mesi circa, ma, finito quel momento, dei 180mila euro investiti dalla Regione, cosa ne è rimasto? Forse tagliando il nastro dell’inaugurazione, le forbici sono sfuggite e si è tagliato anche il servizio? La chiusura senza preavviso degli “inaugurati” sportelli anti-violenza, è stato l'ennesimo pugno in faccia alle donne maltrattate.

LE ASSUNZIONI - Ecco chi era stato assunto per le attività del nuovo centro anti-violenza gestito dal Piano di zona. Sotto accusa erano finiti i metodi con cui erano state scelte le persone per mettere in moto questo servizio finanziato con fondi regionali. Con determina dirigenziale 175 del 2 marzo 2015 fu approvata una manifestazione di interesse per la costituzione di una short list di esperti per il conferimento di incarichi individuali per la gestione di attività finanziate da Fondi Regionali, Nazionali e Comunitari . Questa short list era stata aggiornata e pubblicata con determina 2357 del 10 novembre, proprio quando si era oramai in procinto di annullare il concorso del piano di zona. Subito dopo, con determina 2514 del 18 novembre 2015 furono pescate da questa lista una sociologa e quattro psicologhe per il Centro Antiviolenza “Protezione Donna” di Angri con sportelli itineranti a Sarno e a Roccapiemonte. Si trattava di Anna Malinconico di Pompei, coordinatrice da 20mila euro in 11 mesi, Valeria Cioffi di Scafati per 15mila euro, Carmela Cuomo di Nocera Inferiore (ma operativa nel Lazio) per 15mila euro, Agnese Rocca per di Scafati per 15mila euro e Luisa Cajazzo di Angri per 10mila euro. Sedicimila euro circa invece per l’agenzia che si occupa della comunicazione, Alelio Graphic di Scafati. La premessa per dar vita a questa selezione, è stata la discriminante della “comprovata esperienza“. La prima professionista è Anna Malinconico (ex candidata Udc alle politiche scorse): direttrice dell’associazione Apeiron, affidataria di numerosi servizi per l’ambito nel corso degli anni, aveva già fatto domanda per la selezione pubblica ma aveva raggiunto solo venti punti ( il massimo era 40) nell’analisi dei titoli e dell’esperienza. Ex dirigente del settore Servizi al cittadino del comune di Gragnano, vice coordinatrice dell’ambito 14 nonché sociologa, già docente per corsi regionali: la professionista era stata selezionata dalla short list e ha coordinato il progetto. Valeria Cioffi invece, psicologa scafatese si occupava del supporto allo sportello: la professionista era nell’elenco iunior ed anch’ella al concorso non raggiungeva il massimo come punteggio ai titoli ma era 13esima. Tra loro poi c’è chi nell’elenco della short list figura con la “Classe di competenza non indicata” . In particolare Luisa Cajazzo: la professionista scelta dalla coordinatrice Maddalena Di Somma era anche candidata alle ultime elezioni ad Angri in sostegno a Giuseppe D’Ambrosio sindaco. La professionista era scesa in campo con la lista La nuova Angri ma non ce l’aveva fatta a conquistare uno scranno in consiglio. Nel corso del ballottaggio ad Angri poi, D’Ambrosio aveva fatto un accordo (ora siede in Giunta) con il sindaco Cosimo Ferraioli che era uno dei membri del tavolo di coordinamento istituzionale dell’ambito s1. Infine una delle esperte selezionate, che non risultava iscritta all’ordine degli psicologi della Campania, ma in quello del Lazio: si tratta di Carmela Cuomo che tra l’altro sarebbe l’unica a non aver prima tentato di partecipare al concorso come psicologa. Lo sportello era finanziato dalla Regione Campania che ne ha anche definito le caratteristiche nel Catalogo Regionale e aveva stabilito la sede, poi modificata appena dopo l’ok al finanziamento. Tra i primi dubbi sul personale, all'epoca, c'era quello relativo alla presenza di sole psicologhe nel centro e non altre professionalità, come prevede la norma. Poi c’era la questione costi per 11 mesi spesi 94mila euro circa solo per il personale.

Ecco chi era stato assunto per le attività del nuovo centro anti-violenza gestito dal Piano di zona. Sotto accusa erano finiti i metodi con cui erano state scelte le persone per mettere in moto questo servizio finanziato con fondi regionali. Con determina dirigenziale 175 del 2 marzo 2015 fu approvata una manifestazione di interesse per la costituzione di una short list di esperti per il conferimento di incarichi individuali per la gestione di attività finanziate da Fondi Regionali, Nazionali e Comunitari . Questa short list era stata aggiornata e pubblicata con determina 2357 del 10 novembre, proprio quando si era oramai in procinto di annullare il concorso del piano di zona. Subito dopo, con determina 2514 del 18 novembre 2015 furono pescate da questa lista una sociologa e quattro psicologhe per il Centro Antiviolenza “Protezione Donna” di Angri con sportelli itineranti a Sarno e a Roccapiemonte. Si trattava di Anna Malinconico di Pompei, coordinatrice da 20mila euro in 11 mesi, Valeria Cioffi di Scafati per 15mila euro, Carmela Cuomo di Nocera Inferiore (ma operativa nel Lazio) per 15mila euro, Agnese Rocca per di Scafati per 15mila euro e Luisa Cajazzo di Angri per 10mila euro. Sedicimila euro circa invece per l’agenzia che si occupa della comunicazione, Alelio Graphic di Scafati. La premessa per dar vita a questa selezione, è stata la discriminante della “comprovata esperienza“. La prima professionista è Anna Malinconico (ex candidata Udc alle politiche scorse): direttrice dell’associazione Apeiron, affidataria di numerosi servizi per l’ambito nel corso degli anni, aveva già fatto domanda per la selezione pubblica ma aveva raggiunto solo venti punti ( il massimo era 40) nell’analisi dei titoli e dell’esperienza. Ex dirigente del settore Servizi al cittadino del comune di Gragnano, vice coordinatrice dell’ambito 14 nonché sociologa, già docente per corsi regionali: la professionista era stata selezionata dalla short list e ha coordinato il progetto. Valeria Cioffi invece, psicologa scafatese si occupava del supporto allo sportello: la professionista era nell’elenco iunior ed anch’ella al concorso non raggiungeva il massimo come punteggio ai titoli ma era 13esima. Tra loro poi c’è chi nell’elenco della short list figura con la “Classe di competenza non indicata” . In particolare Luisa Cajazzo: la professionista scelta dalla coordinatrice Maddalena Di Somma era anche candidata alle ultime elezioni ad Angri in sostegno a Giuseppe D’Ambrosio sindaco. La professionista era scesa in campo con la lista La nuova Angri ma non ce l’aveva fatta a conquistare uno scranno in consiglio. Nel corso del ballottaggio ad Angri poi, D’Ambrosio aveva fatto un accordo (ora siede in Giunta) con il sindaco Cosimo Ferraioli che era uno dei membri del tavolo di coordinamento istituzionale dell’ambito s1. Infine una delle esperte selezionate, che non risultava iscritta all’ordine degli psicologi della Campania, ma in quello del Lazio: si tratta di Carmela Cuomo che tra l’altro sarebbe l’unica a non aver prima tentato di partecipare al concorso come psicologa. Lo sportello era finanziato dalla Regione Campania che ne ha anche definito le caratteristiche nel Catalogo Regionale e aveva stabilito la sede, poi modificata appena dopo l’ok al finanziamento. Tra i primi dubbi sul personale, all'epoca, c'era quello relativo alla presenza di sole psicologhe nel centro e non altre professionalità, come prevede la norma. Poi c’era la questione costi per 11 mesi spesi 94mila euro circa solo per il personale.

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