Nella mattinata di ieri, due ore e mezza è durata l'operazione dell'antimafia a casa Aliberti-Paolino, la Dia salernitana ha acquisito una serie di dati e conversazioni ad un primo vaglio ritenuti molto interessanti.
L'acquisizione di dati è stata coadiuvata da due esperti consulenti informatici. Inoltre la perquisizione, disposta da un decreto firmato dal Pm Vincenzo Montemurro, ha avuto come oggetto tutti i dati telematici dei supporti elettronici in uso all’ex sindaco di Scafati e alla moglie.
In particolare è stato asportato il materiale di posta elettronica e quanto contenuto nei profili Facebook e Twitter. La Dia, dopo oltre un anno e mezzo di inchiesta, punta a fare chiarezza su alcuni rapporti intrattenuti dai due esponenti politici di Forza Italia. Nell'ultimo periodo l'attività politica di Pasquale Aliberti sui social andava avanti a pieno ritmo, più volte ha contestato con allusioni le attività organizzate dalla Commissione ministeriale giunta dopo lo scioglimento del Comune per camorra, non disdegnando di bacchettare gli avversari politici nè risparmiando accuse ed offese.
Il nodo fondamentale per gli inquirenti restano le conversazioni private che l'ex primo cittadino e il consigliere regionale intrattenevano sui social oltre ad aver avuto possibilitá di accesso alle mail partite dagli indirizzi, istituzionali e privati, in uso ai due. La magistratura cercherà di comprendere quali siano stati i contatti avuti in questi mesi e se ce ne sono stati con i soggetti finiti nell'indagine. Non si esclude che nelle prossime ore il Pm Montemurro possa dare il via ad altre operazioni finalizzate a fare luce sull'indagine che conduce.
Aliberti sembrava abbastanza sereno mentre più agitata è sembrata la signora Paolino, in queste ore l'ex inquilino di Palazzo Meyer dopo la visita degli inquirenti ha avuto un inusuale profilo basso.

