Assolti perché il fatto non sussiste. Questa la decisione del gup del Tribunale di Salerno, Pietro Indinnimeo , sull’ex sindaco di Mercato San Severino, Giovanni Romano, due tecnici comunali e i vertici della Euroflex della famiglia di Mauro Maccauro, ex presidente di Confindustria. Rigettata nella mattina di ieri, dunque, la richiesta del pm Minerva .
L’ex primo cittadino aveva scelto il giudizio abbreviato, a differenza invece degli altri coinvolti: l’architetto ed ex tenente dei vigili urbani Giuseppe Aliberti, e Nicola De Santis , Antonio Bove , socio dell’Euroflex e componente del Consiglio di amministrazione dell’Isiflex, azienda di Fisciano collegata all’Euroflex, e Mauro Maccauro , già numero uno di Confindustria.
La vicenda, conclusasi dopo circa un anno, aveva portato nei mesi scorsi Romano a dimettersi da primo cittadino della comunità della Valle dell'Irno.
Secondo l’accusa l’ex primo cittadino di Mercato San Severino Romano ed i tecnici avrebbero ratificato la procedura di somma urgenza dell’esproprio di un area, poi destinata all’Euroflex, senza che fosse necessità. Ma per i giudici, il fatto non sussiste.
Abusò di una minorenne e della sua vulnerabilità, condannato a cinque anni di carcere. Accolta dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Salerno,Sergio De Luca , la richiesta del pubblico ministero Giovanni Paternoster .L’imputato è un artigiano di Santa Maria Capua Vetere, di 44 anni, ritenuto colpevole di violenze sessuale su minore. L’uomo approfittò di una diciassettenne di Montecorvino Rovella che aveva conosciuto su Facebook contattandola con un falso profilo di adolescente. Il gup ha stabilito anche una provvisionale di 10mila euro per la giovane vittima.
Tutto nasce dal bisogno della vittima di cercare una sincera “amicizia virtuale”. Invece la diciassettenne finì inconsapevolmente nelle grinfie dell’artigiano, sul quale peraltro pendono altri processi simili nei tribunali di alcune città del nord Italia. Dopo averla agganciata in rete, seguendo un suo modus operandi, l’uomo la tartassò con conversazioni private in chat. Le carpì i segreti, fino ad assoggettarla. Due anni fa, nel 2015, dopo centinaia di messaggi, l’imputato convinse la ragazza a seguirlo a casa sua, in un paese della provincia di Caserta. E lì che approfittando della debolezza della giovane donna, ne approfittò, abusando sessualmente di lei dalla sera alla mattina. Una notte intera la vittima rimase nelle mani dell’artigiano che ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. L’accusa ha ricostruito l’intera vicenda, trovando prove di come il quarantaquattrenne approfittò dell’ingenuità della vittima per stuprarla.
L’imputato era partito da lontano, fingendosi amico e confidente. Alla fine aveva addirittura dichiarato i suoi sentimenti alla ragazza, sostenendo di essersi innamorato. Ottenuta la fiducia della diciassettenne, che gli rilevò anche aspettidella sua vita personale, l’uomo aveva sapientemente alimentato gli intenti di ribellione della ragazza, assecondandola soprattutto nei suoi propositi di evasione dal paese e dai vincoli familiari.
Il “rapimento” fu subito denunciato dai genitori della ragazzina che, all’indomani della scomparsa notturna della giovane, denunciarono tutto ai carabinieri. La lente investigativa fu puntata sul profilo sociale della giovane e sulle sue conversazioni in chat. Quindi gli inquirenti risalirono all’artigiano casertano. L’incidente probatorio, fatto con le cautele del caso, confermò le accuse: dal primo contatto su internet fino alla violenza sessuale. La ragazza raccontò di come quell’uomo per tutta una notte avesse abusato di lei, compiendo anche un atto sessuale completo. La famiglia si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Maria Gabriella Gallevi . Ora si è giunti alla sentenza di primo grado che ha inchiodato l’artigiano casertano.


