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Asse Scafati-Catania, anche Lo Rosso arrestato sul buco milionario al Bellini

01 Giugno 2017 Author :  

 

Il conservatorio musicale "Vincenzo Bellini" di Catania, utilizzato alla stregua di un ‘bancomat’ da dipendenti e dirigenti infedeli con la compiacenza di imprenditori senza scrupoli. Si aggira attorno ai 14 milioni di euro la voragine che la guardia di finanza di Catania, coordinata dalla procura etnea, ha scoperto: l’inchiesta ha radiografato l’attività dell’istituto durante gli ultimi dieci anni di attività. Sono in tutto 38 le persone finite sotto indagine, per 23 sono arrivati gli arresti: sei in carcere e diciassette ai domiciliari. Tra loro i due scafatesi, già nel mirino della Dda di Salerno e di Napoli sull'inchiesta per lo scioglimento del comune di Scafati, Pasquale Izzo (solo indagato) e Massimo Lo Rosso (ai domiciliari), rispettivamente amministratore ed ex amministratore unico della società Maxiclean. I responsabili della ditta sono accusati di aver incassato con la complicità di Giuseppa Agata Carruba responsabile della ragioneria dell'istituto) circa un milione di euro (967.805,59 euro) pari alla differenza tra gli importi indicati nelle fatture emesse dalla Maxiclean per gli anni 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015 ed i pagamenti eseguiti dall'Istituto Bellini sui mandati predisposti e sottoscritti dalla Carrubba.

 

IL LEGAME TRA SCAFATI, CASERTA E LA SICILIA - L'inchiesta (leggi qui)

LA DITTA NEL MIRINO DELLO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE DI SCAFATI - Tutto negli stessi anni in cui Lo Rosso otteneva dal comune di Scafati, proroghe su proroghe per effettuare dei lavori di pulizia per conto dell'Ente. Proroghe al vaglio della Dda Salernitana dopo che il pentito Alfonso Loreto, avrebbe detto, nelle sue dichiarazioni, come questa ditta era di fatto vicina al clan Ridosso Loreto. Martedì, su delega del Tribunale catanese, i finanzieri della compagnia di Scafati hanno fatto visita a quella che doveva essere la sede della società ma hanno trovato un garage, non una sede legale. La ditta, oggi inattiva, sembra un vero e proprio “fantasma”: i suoi “ultimi guadagni” sono stati fatti a Catania e a Scafati, in tutti e due i casi con la presunta complicità di amministratori locali. Intanto nell'inchiesta scattata martedì mattina, da Catania, sembra profilarsi un altro filone di “reati” oltre alla presenza di una inchiesta che va avanti dal 2012 a Scafati, su quanto già ipotizzato dal pentito Loreto circa il legame tra la società “vicina” al clan e altre ditte invece provenienti dall'area casertana. Intanto da Catania sono stati avviati i sequestri per l'equivalenza sino a 14 milioni di euro: la cifra dal buco. Ipotizzati a vario titolo i reati di peculato continuato, ricettazione, riciclaggio e di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio connessi alla illecita distrazione e depauperamento di risorse finanziarie dell'istituto pubblico catanese.

A CATANIA - Destinatari della misura in carcere sono la responsabile dell'ufficio di ragioneria dell'Istituto Bellini di Catania, fino al maggio 2016, Giuseppa Agata Carruba, 60 anni, indagata per peculato, e il coniuge Fabio Antonio Marco, 61 anni, accusato di peculato, ricettazione, riciclaggio, ritenuto promotore e organizzatore dell'associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio; la responsabile della segreteria didattica dell'Istituto fino al maggio 2016, Vita Marina Motta, 57 anni, chiamata a rispondere di peculato; la responsabile dell'ufficio del Personale del Bellini fino al maggio 2016, Lea Marino, 65 anni, indagata per peculato; un consulente del lavoro e amministratore di fatto di diverse società che hanno ‘fittiziamente’ intrattenuto rapporti commerciali con l'ente pubblico, Sergio Strano, 47 anni, indagato per riciclaggio e ritenuto il promotore e l'organizzatore dell'associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio; un legale rappresentate di piu' societa' che solo apparentemente hanno fornito beni e servizi all'Istituto musicale, Giancarlo Maria Benvenuto Berretta, 68 anni, complice nei reati di riciclaggio e partecipe dell'associazione criminale.
Agli arresti domiciliari, invece: Paolo Di Costa, 44 anni, e Roberto Vito Claudio Russo, 63 anni, già dipendenti dell'Istituto Musicale "V.Bellini", indagati per peculato; Vito Enrico Barbuto, 55 anni, Roberta Marco, 27 anni, Valentina Piera Mazzarino, 30 anni, Davide Palmisciano, 25 anni, Francesca Sanfilippo, 35 anni, quali imprenditori accusati di riciclaggio e partecipi di un'associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio; Massimo Vecchio, 37 anni, Francesco Antonio Nicoloso, 27 anni, Salvatore Rizzo, 27 anni, Marco Garufi, 22 anni, quali intestatari di carte prepagate, indagati per reati di riciclaggio e di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio; Francesco Marco, 57 anni, Alfio Platania, 38 anni, Luigi Platania, 41 anni, Antonino Munagò, 41 anni, Raffaele Carucci, 48 anni, imprenditori indagati per riciclaggio; Massimo Lo Rosso, 46 anni, imprenditore scafatese indagato per peculato in concorso, tra gli altri, con Carrubba.

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