Si terrà oggi 3 luglio l'udienza davanti ai giudici del Tribunale del Riesame di Salerno, chiamati a decidere sull'appello presentato dalla Dda di Salerno, ed in particolare dal pm Vincenzo Montemurro, per chiedere l'arresto dell'ex sindaco di Scafati Pasquale Aliberti per il reato di voto di scambio politico mafioso che lo vede da almeno un anno e mezzo sotto accusa, insieme a sua moglie, il consigliere regionale Monica Paolino (ex presidente della commissione anticamorra di Palazzo Santa Lucia), a suo fratello Nello Aliberti ed altri suoi ex fedelissimi collaboratori.
A rimandare al Riesame la documentazione era stata la Cassazione che aveva giudicato non sufficienti per le mutate condizioni le motivazioni espresse della Procura antimafia per gli arresti all'ex Sindaco, e quindi aveva chiesto di valutare misure alternative pur confermando il quadro accusatorio che vede il primo cittadino dimissionario e la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche, nel mirino insieme agli esponenti del clan Ridosso Loreto.
La decisione dovrebbe arrivare nelle prossime 48 ore al massimo ma potrà sempre esprimersi la Cassazione sul giudizio espresso dei giudici del Riesame, che si esprimeranno solo sulla richiesta di arresto è sul quadro accusatorio.
LA DECISIONE - I giudici del Tribunale del Riesame di Salerno hanno deciso di riservarsi circa la decisione sull'arresto dell'ex sindaco Pasquale Aliberti per cui la procura antimafia ha chiesto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico presso la sua abitazione di via Aquino.
Stesso discorso anche per gli esponenti del clan Ridosso Loreto, accusati di essere gli elementi di spicco della camorra con cui l'ex primo cittadino di Scafati avrebbe interagito per ottenere voti nel corso delle campagne elettorali dal 2008 ad oggi (Ipotesi per adesso confermata anche dalla Cassazione circa almeno la validità dell'impianto accusatorio). Tra pausa estiva e scadenze al 29 luglio per la presentazione di eventuali atti integrativi, l'ex primo cittadino rischia di essere "rimandato a settembre" come se fosse uno studente.
Intanto l'inchiesta Sarastra, proprio il prossimo settembre "festeggerà" i suoi 2 anni, mentre le indagini restano aperte e il Comune è stato sciolto per infiltrazione
camorristica. Ma anche lì Aliberti le tenta tutte e ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo circa il decreto di scioglimento firmato dal Presidente della Repubblica.


