Sparatoria al bar: padre condannato e figlio assolto. Per i giudici fu solo Giuseppe Palo a sparare contro Rosario Rega e Luigi Coppola. Il figlio non c’era. Quel giorno, a guidare lo scooter che giunse in Piazza Madonna delle Grazie ad Angri c’era un’altra persona. Lo dice la sentenza emessa ieri pomeriggio dal gup Paolo Valiante, che ha chiuso in primo grado il processo sulla sparatoria del 27 luglio 2016, quando Giuseppe Palo, 52enne, esplose diversi colpi di pistola all’indirizzo di Rosario Rega e Luigi Coppola, ferendoli. Con rito abbreviato, il gup lo ha condannato alla pena di 5 anni e 4 mesi di reclusione, derubricando l’accusa di tentato omicidio in lesioni gravi. E ha assolto per non aver commesso il fatto il figlio Roberto Palo. Fu il giovane il primo a essere arrestato dai carabinieri, pochi giorni dopo i fatti. Le vittime, Rosario Rega e Luigi Coppola, sono state arrestate di recente con l’accusa di estorsione, anche tentata, e incendio. Da quelle indagini si è avuta una parziale verità sul perché Giuseppe Palo, un anno fa, sparò ad entrambi con una Tanfoglio calibro 9x21. L’agguato avvenne all’esterno di un bar.