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La marcia contro i veleni del fiume Sarno: "Scafati torna a r-esistere"

03 Settembre 2017 Author :  

Circa 5000 persone per la marcia organizzata dall'ingegnere Arcangelo Sicignano per combattere i veleni del fiume Sarno e cercare di arginare il fenomeno inquinamento, facendo sentire finalmente la voce di un popolo che è stanco di essere avvelenato, giorno dopo giorno. Tra sversamenti di rifiuti e di liquidi contaminati di ogni genere, il fiume Sarno è diventato per gli abitanti di Scafati ed in generale per quelli del Agro, una croce che accorcia le distanze che separano ognuno dal rischio per la propria salute. Una situazione invivibile, soprattutto nel centro cittadino, dove ogni giorno i miasmi sembrano aumentare a dismisura. È così che spontaneamente, e senza colori di partito, si è deciso di dare il via ad una marcia più o meno spontanea di cittadini per far rispettare il proprio diritto alla salute. Intorno alle 11:15, la lunga coda di persone ha iniziato il suo corteo dopo aver letto pubblicamente le motivazioni della marcia.

“Cittadini di Scafati non importa quale sia il vostro colore politico. Quando in gioco c' é la salute dei nostri figli tutto passa in secondo piano. Abbiamo scelto Scafati quale luogo per far crescere i nostri ragazzi. Dobbiamo dimostrare all 'Italia intera che abbiamo il coraggio di combattere e che non ci rassegniamo ad accettare il fiume Sarno diventato ormai fogna a cielo aperto. Non possiamo restare indifferenti, ma dobbiamo lottare per il futuro dei nostri figli e per la nostra città. É difficile descrivere i sentimenti che in questo mese ho provato nell' organizzare con tutto me stesso la manifestazione . La Manifestazione pero' sarà solo l' inizio. Tante iniziative sono in già in programma. La Manifestazione non ha colore politico. I cittadini di sinistra, di destra, di centro e del M5S per una volta saranno uniti sotto un unica bandiera quella della salute dei pripri figli e della propria città. Tanti cittadini hanno collaborato, ai quali va il mio ringraziamento e lo faccio citando il nome di una cittadina il cui contributo é stato incredibile: Teresa Voccia. Chiediamo alla Commissione Comunale che oggi rappresenta lo Stato, di intervenire presso il Presidente della Regione, il Ministro dell'Interno e il Ministro della Salute Pubblica. La Commissione rappresenta la difesa della Legalità e della Salute. Abbiamo bisogno di risposte. Mi rimane gia adesso il sostegno di centinaia di cittadini che mi hanno contattato e che mi hanno spinto ad andare avanti nonostante gli attacchi e le critiche. Quando un cittadino perbene, senza partiti e poteri forti alle spalle decide di impegnarsi per il bene comune, viene subito attaccato anche dal punto di vista personale.Ma questo lo sapevo fin dall inizio. Il 3 settembre é importanti per Scafati.
Le due ore della manifestazione devono dimostrare che il popolo scafatese non si rassegna e non si arrende. Due ore in cui si decide se combattere o rimanere a casa e accettare tutto.
Due ore in cui si decide se Scafati puó risorgere o andare lentamente ma inesorabilmente verso il declino totale. Sono convinto che i cittadini questo lo hanno capito e scenderanno in migliaia in piazza per lottare per il futuro dei propri figli e per la propria città” ha letto Sicignano nell'incipit.

Toccante anche la testimonianza di bambini che hanno chiesto un fiume pulito e soprattutto, di non doversi più vergognare di chiamarsi cittadini di Scafati. Tutti a combattere contro quella che secondo loro potrebbe essere morte certa, a seguito di un'esposizione continua a certi miasmi.

Il corteo è stato scortato dalle forze dell'ordine (vigili alla guida del comandante Pasquale Cataldo e carabinieri alla guida del maresciallo Antonello Catapano) che hanno chiuso la strada dagli accessi verso il centro. Mentre però sarebbe dovuto interrompersi tutto in piazza Vittorio Veneto, dopo aver effettuato il giro predisposto tra via Roma, piazza Garibaldi, la parte di via Oberdan che costeggia il Rio sguazzatoio, e di nuovo per via Melchiade fino a Piazza Vittorio Veneto, qualcosa è cambiato. I cittadini stanchi provati e soprattutto rinforzati da una presenza davvero folta di manifestanti, hanno deciso di proseguire nonostante l'invito delle forze dell'ordine a bloccarsi. Dopo uno scontro tra carabinieri e alcuni manifestanti, la marcia ufficiale è finita ed è proseguita quella ufficiosa. Il corteo è stato infatti fermo per diversi minuti sul ponte che sovrasta il fiume Sarno a ridosso del Comune e è stato anche necessario l'intervento di un'ambulanza. Infatti, una donna probabilmente a seguito dell'esposizione per diverse ore al caldo e provata dalla presenza di un gran numero di persone ha avuto un malore, ed è stata subito soccorsa.

Successivamente la manifestazione è andata avanti lungo il corso Nazionale. Emozionante, al passaggio davanti alla chiesa di San Francesco sul Cavalcavia Longobardi, il suono delle campane a festa con il lascia passare di Don Peppino De Luca che sta sostenendo la battaglia dei cittadini per i loro diritti con spirito cristiano e di comunità. Il corteo quindi, ha raggiunto l'autostrada di Scafati dove è stato messo in campo un sit-in da parte di circa 300 persone rimaste. Inutile dire che il traffico tra Scafati e Pompei era letteralmente in tilt e i disagi creati dalla manifestazione sono stati tantissimi, sebbene comunque si sia trattato sempre di una marcia pacifica e dagli intenti molto chiari di denuncia e protesta per il rispetto di un proprio diritto.

Dopo il corteo e il sit-in con la presenza di ex consiglieri comunali e politici provenienti anche da diverse parti dell'Agro nocerino, così come associazioni, comitati e tanti altri circoli, i cittadini di Scafati sono ancora ad aspettare delle risposte per capire quale sarà “l'odore” del loro futuro e soprattutto per cercare di capire se manifestare e far sentire la propria voce rispetto a quello che dovrebbe essere un diritto, può ancora funzionare anche in una città come Scafati.

Dopo le timide presenze ai cortei organizzati contro la camorra o in difesa del diritto alla salute relativamente all'ospedale di Scafati, adesso sembrerebbe che i cittadini - probabilmente sentendosi più liberi e meno legati ad un'amministrazione oppure a un'altra - abbiamo deciso di partecipare finalmente alla vita pubblica ricordandosi l'importanza di un diritto inviolabile ed insindacabile come quello alla salute. Non si tratta di un problema legato soltanto al periodo estivo, né tanto meno di una battaglia che può essere vinta tra le mura della città di Scafati, ma sicuramente iniziare a creare iniziative di questo genere potrebbe aiutare a risolvere l'annoso problema fiume Sarno. Per una volta gli scafatesi hanno fatto sentire la propria voce e adesso stanno aspettando la risposta delle istituzioni. Poco importa chi ha organizzato, chi era d'accordo, chi no. L'importante è esserci stati. L'importante è esserci anche la prossima volta, di più, ancora e con le giuste dosi di realismo e speranza.

 

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