Sicuramente le tre giovani prostitute sudamericane saranno raggiunte dal foglio di via mentre viene attentamente vagliata la posizione del proprietario dell’appartamento - trasformato in alcova - per le determinazioni del caso. Quest’ultimo (a quanto pare un professionista salernitano) ha affermato ai carabinieri di non sapere dell’attività che si svolgeva all’interno della casa che era stata affittata da una donna (anch’ella sudamericana) che è già stata denunciata per sfruttamento della prostituzione.
C’è da dire che i residenti della zona e gli stessi condomini del palazzo - dove è ubicato l’appartamento - sospettavano di quanto avveniva in quella casa (al quarto piano con affaccio sul mare) proprio insospettiti dal continuo andirivieni, sia diurno che notturno, di uomini: lamentele giunte anche ai carabinieri che hanno immediatamente avviato un servizio di appostamento attraverso il quale si è riusciti a ricostruire tutte le dinamiche che riguardavano l’alcova del sesso dove si ritrovavano anche noti professionisti provenienti da fuori provincia.

