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Angri/Scafati. Rfi e canale S. Tommaso, cittadini in ginocchio. Il Consorzio: "Abbiamo denunciato"

27 Settembre 2017 Author :  

Angri/Scafati. Lavori di realizzazione della rete ferroviaria Napoli-Potenza che da anni mettono in ginocchio i cittadini della zona: l'esperto del Consorzio spiega il suo punto di vista. Dopo anni di diffide, denunce, esposti e ordinanze il problema persiste. Della questione ne abbiamo parlato con il direttore dell’area tecnica del Consorzio di Bonifica l’ingegnere Bruno Carloni: “Rfi spa ha realizzato una serie di opere stradali quali cavalcavia, sottovia e viabilità di collegamento per la soppressione di tre passaggi a livelli della linea ferroviaria Salerno – Potenza, sulla base di un progetto che aveva ottenuto il parere favorevole dell'Autorità di Bacino, del Genio Civile e di questo Consorzio. I nulla-osta erano subordinati alla preliminare realizzazione dei collettori fognari del Comune di Angri ad opera del Commissario di Governo gen.Jucci (opere poi trasferite in capo all'ARCADIS): circostanza mai avvenuta a causa di un contenzioso nato a seguito dell'appalto di tali opere fognarie. I lavori eseguiti da RFI per la realizzazione del sottovia hanno comportato l'eliminazione del tratto iniziale del canale San Tommaso, che è stato sostituito con una tubazione rivelatasi, alla luce dei continui allagamenti che si verificano nella zona, del tutto insufficiente per dimensioni a smaltire l'enorme quantità di acqua che doveva essere convogliata nei costruendi collettori fognari, previsti dal commissariato di governo generale Jucci. In sostanza la società RFI ha posto in essere opere la cui realizzazione sarebbe stata subordinata al completamento della rete fognaria, lavori che non sono mai stati realizzati. Tutto questo ha determinato un incremento, rispetto alla situazione precedente, del rischio idraulico della zona".
LA DENUNCIA - "Per questa ragione il Consorzio di Bonifica, in data 30 agosto 2016, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, denunciando l'omesso ripristino dell'originario tracciato iniziale del canale di bonifica San Tommaso, nel Comune di Angri, da parte della società Rete Ferroviaria Italiana, nonostante quest'ultima sia stata diffidata a compierlo ad horas per motivi di tutela della pubblica incolumità. Nonostante i pareri sub-condicio RFI ha intrapreso, quindi, i lavori di realizzazione delle opere stradali confidando nella contemporanea realizzazione delle opere fognarie da parte del Commissariato Jucci (poi Arcadis), realizzazione poi di fatto interrottasi”.
IL CASO - Dunque, per costruire le infrastrutture necessarie alla eliminazione dei passaggi a livello della linea ferroviaria, i tecnici Rfi, conoscendo già le difficoltà relative alla problematica del canale San Tommaso, avrebbero dovuto inserire nel loro progetto, nelle more della costruzione dei collettori fognari da parte del Commissariato, delle opere provvisorie atte ad accumulare ed a smaltire le acque provenienti da monte: in particolare una vasca di laminazione di accumulo, da svuotare gradualmente e lentamente con un pompaggio al termine degli eventi di pioggia, finalizzata ad evitare gli allagamenti a monte e gli straripamenti dal canale a valle. “Ad aprile scorso – continua l’ingegnere Bruno Carloni – il Consorzio ha prescritto alla società RFI delle opere integrative e suppletive rispetto al progetto redatto, propedeutiche per il successivo rilascio del nulla osta allo scarico nel San Tommaso delle acque provenienti dalle nuove infrastrutture (per il Consorzio abusive in quanto realizzate in assenza delle condizioni imposte al rilascio del nulla-osta). Le opere prescritte dal Consorzio consistono in una vasca volano-laminazione dotata di impianto di sollevamento per acque torbide per il corretto smaltimento lento e graduale nel canale delle acque meteoriche: un impianto con due pompe a girante aperta di sollevamento acque di fognatura, più una di emergenza, da attivare una alla volta od in contemporanea in funzione dell’entità della portata in arrivo da monte. Siamo in attesa dell'integrazione al progetto prescritta da parte di RFI; ma, allo stato, nulla è cambiato ed in tutta la zona permane un elevato rischio idraulico”.

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