Salerno. Morì per una garza nell'addome, reato prescritto per i medici
Accusati di aver dimenticato una garza di sette centimetri nell’addome di una paziente e condannati in primo grado, ieri, è arrivata la prescrizione del reato da parte dei giudici della Corte d’Appello di Salerno per l'allora primario di urologia del Ruggi e per il secondo operatore. In primo grado erano stati condannati ad otto mesi per omicidio colposo. Silvio Criscuolo, era deceduto dopo un intervento chirurgico durante il quale i medici avevano dimenticato la garza nell’addome. Era l’ottobre del 2001, quando il paziente fu ricoverato nel reparto di Urologia del “Ruggi” e sottoposto ad una cistectomia radicale. Il 30 gennaio del 2002 Criscuolo fu di nuovo ricoverato in Urologia in condizioni gravissime. Stante alla sintomatologia i medici pensarono di trovarsi di fronte ad un ictus. Il 13 febbraio il paziente firmò per essere dimesso. A quel punto il paziente, conscio di non stare bene si ricoverò presso l’ospedale di Eboli, nel reparto di Geriatria. Qui i medici si resero conto che qualcosa non andava e disposero il trasferimento presso l’ospedale Santa Chiara di Pisa dove fu subito sottoposto a un intervento chirurgico. Fu con questo intervento che i medici trovarono la garza e la stoffa che avevano provocato l’infezione, ma ormai è troppo tardi. L’11 maggio del 2002 Silvio Criscuolo fu dimesso da Pisa e trasferito di nuovo all’ospedale di Eboli, dove morì.


