Le accuse di Di Maio
Lui, sorriso sulle labbra, incede a passo spedito e varca la soglia della sala quando al microfono c'è Nicola Provenza, il candidato su cui il M5S ha puntato per fronteggiare Piero De Luca nella città in cui il padre ha governato per più di vent'anni. «E dove continua a fare politica da una vita», dice l'aspirante premier. «Il presidente di Regione ha piazzato suo figlio al Comune e l'altro suo figlio al Parlamento», attacca Di Maio. Che non dimentica neppure il centrodestra e rifila una sciabolata agli avversari che, stando ai sondaggi, sono al momento più pericolosi del Pd: «È singolare anche che non si stia dicendo a livello nazionale che il centrodestra ha candidato l'autista di Raffaele Cutolo, il boss della nuova camorra organizzata». E ancora: «Questa gente qui è impresentabile e sta nelle liste di centrodestra e centrosinistra a tal punto che ieri il ministro dell’interno si è vergognato d'incontrare Alfieri sul palco, un altro degli impresentabili che abbiamo conosciuto». Da qui, la soddisfazione per l'atmosfera trovata nella roccaforte di De Luca.


