Inchiesta sul giudice Pagano, la Procura di Napoli non ci sta e rilancia. Fissata la data dell'appello contro l’ordinanza di custodia cautelare ai danni di Mario Pagano, di Roccapiemonte, e di imprenditori e funzionari del Tribunale di Salerno, prevista pei il prossimo 15 marzo. I magistrati della Procura partenopea hanno chiesto al Tribunale del Riesame che venga inasprita la misura cautelare per il giudice salernitano che il Gip ha mandato, dallo scorso 11 dicembre, agli arresti domiciliari. Chiesto, inoltre, di riformare in peggio la misura cautelare inflitta dal gip a carico di Luigi Celestre Angrisani, patron della casa di cura Angrisani-Villa dei Fiori, e del titolare della Royal Trophy, Roberto Leone, di Cava de' Tirreni, entrambi sottoposti a divieto di dimora nei comuni dove hanno sede le rispettive società. Chiesta di riesaminare anche la posizione del 42enne Eugenio Rainone, di Sarno, della Costruzione Generali Rainone Sri, e dì Giacomo Sessa, 59enne di Fisciano, titolare della Sacar Forni.
Le richieste
I pm napoletani avevano chiesto al giudice per le indagini preliminari gli arresti in carcere per Mario Pagano. Sempre la Procura, ha chiesto che venga discusso l'appello presentato per Carmine Pagano, fratello del giudice e dal giugno scorso sindaco di Roccapiemonte. Per il primo cittadino, gli inquirenti volevano l’arresto in carcere considerandolo partecipe dell’associazione per delinquere che sarebbe stata capeggiata dal fratello togato e di cui avrebbero fatto parte anche il cognato di quest’ultimo, il cancelliere Nicola Domenico Montone, e l'ex Got Augusta Villani.