Le testimonianza di chi gestì i soccorsi per la frana a Sarno venti anni fa ai microfoni di Punto Agro News.
In primis il direttore centrale dei Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale, all'epoca dei fatti, racconta: “Abbiamo mobilitato i Vigili del Fuoco di tutta Italia e sono state tirate fuori molte persone vive dal fango. Ricordiamo anche Marco Matteucci che mentre salvava un bambino è rimasto vittima di un crollo. Un servitore dello Stato che insieme a tantissime altre forze provenienti da tutta Italia erano intervenute a Sarno per aiutare. Dopo Sarno per noi ci furono tantissimi insegnamenti che ci hanno portato a un modello organizzativo anche diverso del Corpo Nazionale, aggiornando le nostre colonne mobili regionali, proprio per quanto concerne l'intervento sulle alluvioni. Abbiamo attivato un presidio di primo intervento con personale permanente e quindi, grazie al contributo della Regione Campania siamo stati in grado di realizzare nuovi sistemi di soccorso grazie anche all'ex Corpo Forestale, con una sinergia importante per garantire servizi ai cittadini ed allo Stato”.
Mariano Fontanarosa e il comandante Giuseppe Formato raccontano: “Siamo stati i primi a intervenire la mattina del 6 maggio per salvare le persone con l'aiuto di un elicottero. Erano le prime luci dell'alba. Le immagini che mi tornano in mente sono quelle di una tragedia immane che davvero è indescrivibile ed esageratamente pericolosa. Le persone si muovevano nel fango dai balconi e dai tetti chiedevano il nostro aiuto. Noi, in pochissimo siamo riusciti a salvare 72 persone. In poco più di 60 minuti, abbiamo preso bambini, anziani e famiglie intere portandole in salvo. Sono state salvate tantissime vite ma senza un intervento tempestivo probabilmente sarebbero morte ancora più persone. È stata una tragedia immane per la perdita delle 160 persone. La tragedia di Sarno è stata incredibile e quando la mattina siamo arrivati davanti a noi, c'era uno scenario apocalittico. Una frana che aveva cancellato un pezzo della città portando via intere case con persone morte all'interno. Riuscire a recuperare tutti non è stato facile e la giornata per me anche è stato indimenticabile. Tornare a Sarno dopo vent'anni, ha per noi un significato molto forte perché vengono in mente i ricordi vissuti quei giorni che sono dei ricordi indelebili di uno scenario apocalittico che ancora ferisce, per non parlare della disperazione di tante persone che ci ha straziato il cuore. I sopravvissuti erano impossibilitati a muoversi perché tutto intorno si trovavano tra macerie e fango. Ricordiamo quegli attimi con vero dolore”.


