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Angri. Delitto Ceste, confermata la condanna per Buoninconti

18 Maggio 2018 Author :  

 

E' stata confermata dalla Cassazione la condanna a trenta anni di reclusione per l'ex vigile del fuoco Michele Buoninconti, accusato di aver ucciso la moglie Elena Ceste, di 37 anni, scomparsa dalla casa coniugale di Costigliole d'Asti il 24 gennaio 2014. Il cadavere della donna fu ritrovato alcuni mesi dopo il 18 ottobre 2014 in un canale di scolo nella campagna vicino alla sua casa. La Suprema corte questa sera ha rigettato il ricorso della difesa dell'imputato e ha reso definitivo il verdetto emesso il 15 febbraio 2017 dalla corte d'Assise d'appello di Torino. Anche in primo grado Buoninconti era stato condannato a trent'anni dal gup di Asti il 4 novembre 2015. La conferma della condanna era stata chiesta nella sua requisitoria dal procuratore generale Giuseppina Casella, sottolineando che l'uomo ha ucciso la donna dalla quale ha avuto quattro figli spinto dall'esigenza "di rafforzare il proprio dominio unitamente a un sentimento di vendetta di fronte a tradimenti comprovati". Il pg inoltre davanti ai giudici della prima sezione penale ha definito Buoninconti come un uomo dalla "personalita' malvagia, che non ha mai mostrato pentimento e che non merita attenuanti: ha ucciso la madre dei figli per il piu' atavico dei sentimenti maschili, la sete di dominio e un malinteso senso dell'onore". Si e' trattato di "chiara e premedita volonta' omicida e di una evidente volonta' di depistare da se' i sospetti e sviare le indagini". La difesa dell'ex vigile del fuoco, che sta gia' scontando la pena nel carcere di Saluzzo, aveva chiesto l'annullamento della condanna. Secondo i suoi legali, gli avvocati Giuseppe Marazzita ed Enrico Scolari, mancano prove decisive. "Dall'autopsia si e' appurato che sul corpo di Elena Ceste non e' stata commessa alcuna violenza, neanche un graffio e non e' possibile stabilire come sia morta ne' come sia arrivata in quel canale di scolo: e' una vicenda molto dolorosa ma non c'e' alcuna prova che sia stata uccisa". I legali hanno insistono sulla tesi di un malore improvviso o di una caduta fatale che sarebbe avvenuta mentre la donna vagava in stato confusionale. Ma gli avvocati dei familiari della vittima, Debora Abbatuzzo e Carlo Tabbia, hanno ricordato come la prima cosa che Buoninconti ha chiesto agli inquirenti che gli comunicavano il ritrovamento di un cadavere, che sarebbe potuto essere quello della moglie, sono state notizie sullo stato di conservazione "per essere certo che non poteva essere identificato".

 

Elena Ceste: difensori marito, è vittima di condanna ingiusta

"Non abbandoneremo Michele Buoninconti, per noi e' vittima di una condanna ingiusta". Lo ha detto l'avvocato Giuseppe Marazzita, difensore con il collega Enrico Scolari, del marito di Elena Ceste, dopo il verdetto della Cassazione. "Siamo convinti della sua innocenza - ha aggiunto il legale, lasciando il 'Palazzaccio' - il rispetto doveroso per la Corte ci impone di attendere il deposito delle motivazioni, dalle quali cercheremo di capire questa condanna che consideriamo ingiusta. Poi valuteremo - ha concluso il penalista - se intraprendere le strade del ricorso straordinario o della revisione".

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