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Scafati. Spari a San Pietro, uomo ferito davanti al bar

01 Giugno 2018 Author :  

 

Spari a San Pietro di Scafati: un ferito di striscio, di nuovo miracolato Raffaele Sangermano, 54enne noto nel panorama locale per i suoi precedenti penali. Chiamato “o ragno rosso”, sarebbe lui, secondo la prima ricostruzione ancora in via di accertamento – il destinatario del raid armato di ieri mattina. Intorno alle 11, in due, in sella ad una moto e col casco integrale, hanno esploso dei colpi di pistola, circa sei, contro un uomo che era al bar che è rimasto ferito i striscio al braccio. Era al telefono qualche minuto prima, quando si è accorto del raid e non ha potuto fare altro che buttarsi per terra e evitare il colpo fatale. Sul posto i carabinieri della locale tenenza alla guida del tenente Gennaro Vitolo stanno indagando sul caso e hanno raccolto la testimonianza dei tanti avventori del bar presenti. L'episodio intorno alle 11 quando l'uomo si trovava davanti al bar per consumare la colazione nel cafè del genero. Probabilmente in sella ad una moto, due sconosciuti hanno esploso più colpi di arma da fuoco ferendo di striscio l'avventore del bar pregiudicato, molto conosciuto a Scafati e San Pietro e che in passato era già sfuggito ad un raid armato. In particolare il raid era avvenuto nella tarda serata del 2 gennaio 2013, quando in via Lo Porto, proprio dove vive Sangermano fu raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco mentre era in auto nella sua Smart for two. Anche in quel caso restò ferito di striscio e non perse la vita. Quel raid è ancora senza il nome di un autore ma le indagini sono tutt'altro che chiuse. Intanto nel pomeriggio a Scafati, sono stati azionati anche elicotteri per sorvolare la zona a caccia degli aggressori. L'uomo è rimasto ferito solo al braccio in modo lieve mentre gli altri colpi sono finiti nel muro. Attimi di vero terrore quindi in via Poggiomarino a Scafati: al momento del raid era presente anche la figlia dell'uomo nel bar che è di proprietà del suo fidanzato. Sul posto è giunta un'ambulanza che ha medicato in loco Sangermano e i militari alla guida del tenente Gennaro Vitolo che stanno lavorando anche con l'aiuto della scientifica e dei militari del reparto territoriale di Nocera Inferiore (alla guida del maggiore Francesco Mortari) per ricostruire la dinamica dell'accaduto.

Il personaggio

Raffaele Sangermano, due volte miracolato, è sfuggito ad un nuovo raid: è questa l'ipotesi più accreditata secondo l'inchiesta aperta ieri dalla Procura di Nocera Inferiore sul caso. Ragno rosso, così soprannominato a Scafati, 54enne, è un volto noto alle forze dell’ordine locali per i suoi numerosi precedenti penali per rapina, estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e spaccio di stupefacenti, un tempo era affiliato al clan Loreto/Matrone. Nel caso del 2 gennaio 2013, Sangermano restò ferito agli arti e le sue ferite furono giudicate guaribili in 15 giorni. Di quell'attentato si discute nei verbali del pentito Alfonso Loreto (principale accusatore dell'inchiesta Sarastra nei confronti dei clan del territorio). Al momento non ci sono indagati, ma procede l’attività investigativa da parte dei carabinieri per trovare i responsabili del raid.

Scafati in Movimento

Adesso basta, non vogliamo diventare il Bronx dell'Agro! Più volte abbiamo parlato dell'emergenza sicurezza nel territorio cittadino di Scafati. Questa volta, addirittura in pieno giorno e fuori ad un bar molto frequentato vista anche la vicinanza con il centro anziani di San Pietro, sono stati esplosi più colpi di arma da fuoco. Inutile sottolineare il terrore di chi era semplicemente al bar in una tranquilla mattinata e ha rischiato di finire sotto una pioggia di proiettili. Soprattutto, è impensabile quanto accaduto! Questa città ha bisogno di maggiori controlli e di avere la garanzia di istituzioni e forze dell'ordine presenti in numero adeguato, in modo da poter garantire ai cittadini il senso di sicurezza che uno stato civile deve dare. Chiediamo ancora una volta con forza e convinzione quanto già in diverse occasioni abbiamo sottolineato, ovvero un presidio di polizia presso il comune di Scafati e il potenziamento dell'attuale tenenza dei Carabinieri di Scafati. Come abbiamo visto, quanto è stato fatto finora non è abbastanza: questa città merita ulteriore attenzione.

Scafati arancione

«Ancora una volta la mia San Pietro diventa teatro di un grave fatto di cronaca». Sono le parole di Francesco Carotenuto, del gruppo Scafati Arancione, che commenta con amarezza i fatti accaduti nella popolosa frazione scafatese in cui una sparatoria ha causato il ferimento di una persona. «Da tempo chiediamo che la questione sicurezza sia al centro del dibattito e dell’impegno amministrativo dei vertici di Palazzo Mayer – prosegue Carotenuto – Purtroppo l’immagine del nostro Comune, negli ultimi anni, è stata continuamente compromessa dagli episodi di criminalità. Rinnovo la mia fiducia nelle forze dell’ordine, affinché facciano chiarezza, e li ringrazio per il loro impegno al servizio dei cittadini. E’ però il momento di adottare provvedimenti drastici: come Scafati Arancione, rilanciamo la proposta di un presidio dei vigili urbani a San Pietro, in una zona nevralgica del territorio che necessita di un monitoraggio costante per evitare che episodi del genere si ripetano».

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