Dopo la buona notizia dello stanziamento di 11 miliardi per il risanamento del fiume Sarno, dei Regi Lagni, con opere di bonifica dai Campi Flegrei alla Terra dei fuochi nel piano Proteggi Italia varato da pochi giorni a Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico, arriva un altro segnale positivo dal Ministero dell'Ambiente. Il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa risponde all'interrogazione della deputata Virginia Villani e dei suoi colleghi del MoVimento 5 stelle sullo stato delle acque degli affluenti e dei canali del fiume Sarno, dopo i fenomeni di allagamenti, straripamenti e a seguito dell'emanazione costante di miasmi nelle aree interessate. Nella nota del Ministro si legge che “dall’analisi della relazione di Piano di distretto dell’Appennino Meridionale 2015- 2021 è emerso che il Sarno ed i suoi affluenti risultano designati come HMWB (High Modified Water Body – corpo idrico fortemente modificato o artificiale); nessuno dei corpi idrici raggiunge l’obiettivo di stato (potenziale) ecologico” e “tutti, tranne il Solofrana, sono in buono stato chimico”. Secondo la relazione ministeriale, le principali problematiche dello stato ambientale sono riferibili allo “stato ecologico; benché lo stato chimico risulti per la maggior parte dei casi “buono”, dal Piano risulta che le criticità inerenti le acque superficiali del Sarno siano riconducibili fondamentalmente a inquinamento da pesticidi, fitofarmaci, concimi chimici e inquinanti di origine industriale; le principali pressioni significative risultano essere: aree inondabili, depuratori e scarichi, uso agricolo, siti contaminati e siti industriali”.
Inoltre “per quanto attiene le iniziative per la salvaguardia ambientale si rappresenta che, tra gli interventi “significativi” previsti nel suddetto Piano, alcuni riguardano la realizzazione di nuove opere nel contesto del sistema depurativo campano, alcune localizzate proprio nell’area del bacino del Sarno”.
In particolare, il Ministro Costa sottolinea le inadempienze strutturali per l'assenza di reti fognarie dei Comuni di Scafati, Angri, Nocera, Sarno, Castellammare e dell'area Vesuviana.
“Sulla base di quanto emerge anche dalla Relazione 368/2018/I/IDR del 28 giugno 2018 di ARERA, i Comuni ricadono nell’Ambito distrettuale del Sarnese Vesuviano, il cui servizio idrico integrato (SII) è stato affidato alla società mista GORI, a decorrere dal 2002 per 30 anni. In particolare, i tre segmenti del SII sono gestiti interamente da GORI solo nel Comune di Scafati, mentre nei Comuni di Angri, Castellammare di Stabia, Nocera Inferiore e Sarno, la GORI eroga i soli servizi di acquedotto e fognatura, mentre il servizio di depurazione è gestito dalla Regione Campania. Più precisamente, la Regione gestisce il servizio di depurazione in ben 32 dei 76 Comuni ricadenti nell’Ambito distrettuale del Sarnese Vesuviano” specifica Costa nella nota di risposta all'interrogazione dell'onorevole Virginia Villani del MoVimento 5 Stelle


