Scafati. Impianto di compostaggio a Sassinoro: il Tar frena e chiede la perizia

05 Aprile 2019 Author :  

Impianto per il trattamento dei rifiuti a Sassinoro: il Tar frena sull'impianto di compostaggio realizzato da imprenditori scafatesi in provincia di Benevento. Dunque, ora la parola passa ai tecnici e bisognerà attendere il prossimo 22 Ottobre e soprattutto la perizia chiesta all' Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. Si ferma, almeno per ora, quindi il progetto degli imprenditori di Scafati Rosaria Longobardi, del marito Michele Genovese e il figlio, ex assessore della giunta Aliberti, Diego Chirico. Il tribunale amministrativo della Campania deve accertare se l’impianto ricade nella fascia di corridoio ecologico del Fiume Tammaro, a circa 300 metri dallo stesso, e a 250 metri di distanza dalle abitazioni limitrofe. Un dato che secondo il comitato civico “Rispetto e tutela del territorio”di Sassinoro, il Comune di Sassinoro, di Morcone, imprenditori e enti comunali, provinciali e intere comunità non sarebbe emerso nelle relazioni presentate dalla Regione Campania dalla società New Vision Srl. A finire nel mirino l’autorizzazione della Regione Campania alla realizzazione e gestione di un impianto di messa in riserva, trattamento e recupero rifiuti per la produzione di compost, nel comune di Sassinoro. L’impianto sorge in un’area molto ricca da un punto di vista naturalistico ed ha una capacità di trattamento pari a 22 mila tonnellate annue di FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani). La parola ora è passata ai giudici del Tar, saranno loro a decidere se l’impianto messo su dagli imprenditori scafatesi può entrare a regime.

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