SalvatoreAnnunziata

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Sarno. Incendio al deposito di rifiuti, l’Arpac “L’evento ha sprigionato diossina”

18 Marzo 2020 Author :  

Incendio al deposito di rifiuti di via Ingegno, l’Arpac “L’evento ha sprigionato diossina”. Ad una settimana dal vasto rogo che ha colpito la P.r.t, Polyurethan Recycling Technology , azienda leder nel settore dei rifiuti, cominciano ad arrivare le prime rilevazioni effettuate dall'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania. La relazione è stata diffusa dalla stessa Arpac, la quale all'esito degli studi effettuati sulle analisi dell’aria nei giorni scorsi, si è cosi espressa “Gli esiti analitici del primo ciclo di campionamento, effettuato nell'arco di ventiquattro ore dal 12 al 13 marzo, evidenziano per diossine e furani un valore di concentrazione pari a 0,738 pg per metro cubo- scrivono i tecnici dell’Agenzia-. Il risultato è superiore al valore di riferimento proposto dall'organismo tecnico tedesco Laenderausschuss fuer Immissionsschutz, pari a 0,15 pg, generalmente utilizzato dalla comunità scientifica. I risultati di un secondo ciclo di campionamento, effettuato nell'arco di quarantotto ore dal 14 al 16 marzo, evidenziano per diossine e furani un valore di concentrazione pari a 0,27 pg, anche in questo caso superiore al valore di riferimento del LAI ma nettamente in diminuzione rispetto a quanto riscontrato con il precedente campionamento”. Mentre, invece, il livello di concentrazione di polveri fini non risulta essere preoccupante “Per quanto riguarda il primo monitoraggio, il valore medio giornaliero di concentrazione di Pm10 (particolato) riscontrato in un arco di ventiquattro ore dal 12 al 13 marzo, pari a 48 microgrammi per metro cubo, risulta inferiore al valore limite giornaliero di 50 indicato nel decreto legislativo 155/2010”. Non bene i livelli di di benzopirene (idrocarburi) “Si è riscontrata poi presenza di Ipa, con un valore rilevato pari a 1,4 nanogrammi per metro cubo.  La normativa vigente indica un valore pari a 1”.Il monitoraggio della qualità da parte dell'Arpac, persegue anche per i prossimi giorni, grazie ad campionatore posto a ridosso del sito interessato dall'incendio e con un laboratorio mobile posizionato in via Ingegno. Intanto, il Consigliere regionale Michele Cammarano  ha chiesto provvedimenti straordinari al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa “Impianti come quello non possono più coesistere a ridosso di centri abitati. E' un danno perpetuo alla salute e all'economia di un intero territorio che dobbiamo arginare e contenere”. Inoltre, a breve, dovrebbero partire le indagine per risalire all'origine e alla natura del rogo che ha colpito il deposito della P.r.t., su impulso proprio del Ministro dell'Ambiente Sergio Costa che si è già espresso duramente sull'accaduto. Sarebbe pronta anche la relazione dei Vigili del Fuoco che, a seguito delle operazioni di spegnimento, hanno notiziato la magistratura sui rilievi effettuati.

"Ancora una volta assistiamo ad un vero e proprio atto di violenza contro la nostra terra, contro noi stessi e il nostro futuro. - spiega la senatrice del Movimento Cinque Stelle Luisa Angrisani - Dalle analisi del primo ciclo di campionamento, effettuato nell'arco di ventiquattro ore dal 12 al 13 marzo,  emerge una concentrazione anomala di  diossine (0,738 pg/Nmc I-TEQ-picogrammi per metro cubo in termini di tossicità totale equivalente-). Il risultato è superiore al valore di riferimento proposto dall'organismo tecnico tedesco “Laenderausschuss fuer Immissionsschutz”, pari a 0,15 pg/Nmc, generalmente utilizzato dalla comunità scientifica. Non solo: l’incendio potrebbe aver rilasciato in aria polveri sottili, anche’esse dannose per la salute. Ulteriori indagini, in questa direzione, sono attualmente in corso.E’ il momento per noi tutti, come comunita’, di fare un passo avanti decisivo. Queste azioni non possono essere tollerate, non solo perche’ rappresentano o possono rappresentare un problema serio per la salute pubblica, ma anche per il loro contenuto etico e politico. Come potremmo mai affrontare le sfide del cambiamento climatico, della trasformazione, in senso sostenibile, del nostro modo di vivere,  se non riusciamo a rispettare (e a far rispettare) la nostra casa, il nostro territorio? Con quale credibilita’ ci presenteremo davanti alle generazioni future?

Punto Agro News

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