Sarno. Azienda rifiuti di via Ingegno, Canfora attacca la Regione, scrive al Noe e “minaccia” esposti alla Procura

02 Aprile 2020 Author :  

Incendio all'azienda dei rifiuti di via Ingegno. Canfora attacca la Regione Campania, scrive al Noe e “minaccia” esposti alla Procura di Nocera Inferiore contro i funzionari di Palazzo Santa Lucia. Il rogo divampato qualche settimana in uno dei depositi della Prt, ha scatenato un effetto a catena che potrebbe ben presto portare anche ad eventuali risvolti giudiziari per quanto riguarda la gestione dei rifiuti da parte della ditta, leader del settore del riciclo. Lo si evince dalla nota con la quale il Sindaco Giuseppe Canfora ha scritto al Nucleo ecologico dei Carabinieri, al Comando dei Vigili del fuoco di Salerno e alla Giunta della Regione Campania, per chiedere la revoca in autotutela del decreto che ha concesso la riapertura dello stabilimento della Prt, dopo il fermo imposto dal Comune, con ordinanza sindacale, a seguito del violento incendio che ha visto andare in fumo un intero deposito dei rifiuti. Il primo cittadino, nella missiva, ricostruisce la vicenda e attacca duramente i funzionari regionali della Direzione regionale del ciclo dei rifiuti. Canfora insinua il dubbio sulle autorizzazioni rilasciate alla PRT, partendo dall’esame della collocazione dei due siti della ditta. Secondo il primo cittadino, l'installazione autorizzata si trova nella proprietà del gruppo Agovino, mentre il capannone autorizzato in ampliamento dell’attività della PRT si trova su proprietà di soggetti terzi ed i due capannoni sarebbero completamente disconnessi tra loro e senza funzionalità accessoria. In pratica, per Canfora, il sito incendiato avrebbe una funzione autonoma di deposito di materiale e non un utilizzo pertinenziale all'attività principale. Il sindaco, poi, manifesta perplessità sulle quantità di rifiuti stoccate nell'impianto. Nel deposito andato in fumo, analizzando la quantità di residui bruciati, vi poteva essere una quantità di rifiuti che sembrerebbe di gran lunga superiore alle quantità che la ditta avrebbe potuto stoccare, ovvero 480 tonnellate. Per Canfora, tenendo conto dell'orario dell'incendio e del ciclo di lavorazione dell'installazione principale, si sarebbero dovute trovare all'interno del deposito bruciato circa 120 tonnellate di rifiuti e non 480. Questo, secondo lo scrivente, farebbe presumere che il deposito bruciato era un autonomo sito di stoccaggio e non uno stallo momentaneo per avvio e non vi sarebbe collegamento logico tra i due siti. Secondo il sindaco, infine, i funzionari regionali non avrebbero dato molta attenzione alla nota dei Vigili del Fuoco che sospendevano il certificato antincendio all'azienda e l’Arpac non avrebbe evidenziato la circostanza che i due siti fossero disconnessi tra loro, considerandoli un unico corpo produttivo. Canfora, in considerazione di ciò, ha chiesto alla Regione Campania di revocare il provvedimento che ha riaperto la Prt, riservandosi di informare la Procura della Repubblica.. Intanto i Noe di Salerno continuano le indagini per stabilire se l'incendio sia stato di natura dolosa o colposa.

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