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Vaccini in Campania, De Luca - Figliuolo: è scontro sulle priorità

12 Aprile 2021 Author :  

Nel giorno del 'botta e risposta' tra il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, e il commissario' per l'emergenza Francesco Paolo Figliuolo, l'indice di contagio nella regione resta alto. I positivi del giorno sono 1386 di cui 887 asintomatici e 449 sintomatici, i deceduti sono 43. Lo scontro e' sui criteri per le vaccinazioni. A dar fuoco alle polveri e' stato De Luca che, parlando a Benevento, ha riferito "di aver appena finito di parlare con il commissario Figliuolo al quale ho detto che una volta completati gli ultra ottantenni e i fragili noi non intendiamo procedere per fasce di eta'". Una scelta per mettere in sicurezza alcune categorie produttive, scongiurando cosi' rischi di paralisi per l'economia, iniziando da quella turistica". La risposta di Figliuolo, pero', non e' tardata ad arrivata, rapida come un colpo di artiglieria. La campagna di vaccinazione, ha fatto sapere il commissario, "deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che lo regolano, facendo riferimento all'ordinanza che indica le categorie prioritarie". "L'obiettivo - ha aggiunto - e' quello di mettere al sicuro le persone fragili e le classi di eta' piu' anziane, che sono le piu' vulnerabili all'infezione. Piu' celermente si concludera' questa fase, prima si potra' procedere a vaccinare le categorie produttive". I fronti aperti sono diversi. "Se per aprile non arrivano in Campania i duecentomila vaccini in meno che ci hanno sottratto nei tre mesi che abbiamo alle spalle prenderemo misure clamorose: non parteciperemo piu' alle riunioni della conferenza Stato - Regioni perche' non intendiamo piu' essere presi in giro", ha tuonato ancora De Luca. Poi, dopo una lunga riunione con i vertici sanitari, ha precisato: "La campagna di vaccinazione segue le priorita' indicate per gli ultraottantenni e le categorie fragili. Realta' concreta e' l'accumulo di Astrazeneca non utilizzato per varie indisponibilita'. E' per questo vaccino che si procedera' a una utilizzazione anche per categorie economiche". In ogni caso domani le vaccinazioni si svolgeranno regolarmente, secondo convocazioni, nei centri vaccinali della regione, ha fatto sapere l'Unita' di Crisi i nserata. Ad oggi, in Campania, sono 1.082.280 le dosi di vaccino somministrate. Complessivamente sono stati vaccinati con la prima dose 792.964 cittadini. Di questi 289.316 hanno ricevuto la seconda dose. L'Asl ha Napoli ha recuperato 4800 dosi Domani alla Mostra d'Oltremare sono stati convocati 18 cittadini con oltre 80 anni per la seconda dose e 3.000 cittadino tra i 70 e i 79 anni. Alla Stazione Marittima 1.000 cittadini 70-79, mentre alla Fagianeria di Capodimonte saranno 800 della stessa categoria, tutti da vaccinare con Astrazeneca. Il Museo Madre sara' invece chiuso. Mercoledi' nel pomeriggio si svolgeranno in Mostra d'Oltremare 1.131 richiami per gli over 80 con i vaccini Pfizer in arrivo mercoledi', mentre in mattinata tocchera' a 1.550 cittadini 70-79 anni, stessa categoria in vaccinazione alla Stazione Marittima con mille convocati e alla Fagianeria con 800 convocati, mentre il Museo Madre resta chiuso. La vera preoccupazione e' sul numero delle dosi a disposizione e sul rischio di esaurimento delle scorte e, quindi, del conseguente stop delle attivita' dei centri vaccinali. Sul sito del ministero la Campania stamattina alle 7.10, nell'ultimo dato disponibile, era all'85,4% dei vaccini somministrati sul totale ricevuto, una cifra che con le vaccinazioni di oggi in tutta la regione arrivera' praticamente all'esaurimento, tenendo da parte una piccola dose per i richiami. Al momento non sono previste consegne di vaccini in Campania. La prossima spedizione e' attesa per mercoledi' con 148.000 dosi di Pfizer. Le Asl al termine della riunione di oggi con De Luca hanno comunque affermato che proseguiranno con le vaccinazioni nei prossimi due giorni con i resti, in particolare di Astrazeneca. Intanto, anche quella di oggi e' stata un'altra giornata di protesta. Si e' registrata la mobilitazione dei pastorai di San Gregorio Armeno, a Napoli, che temono per il futuro delle loro botte, ormai chiude da mesi. "Sono venuti dalle agenzie immobiliari a chiedere se vogliamo vendere le botteghe, vogliono approfittare delle nostre difficolta' per trasformare la strada in un centro commerciale e far sparire la tradizione", ha spiegato uno degli artigiani stigmatizzando cosi' la necessita' di riaprire al piu' presto.

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