Annullato il provvedimento di confisca dei beni per l’imprenditore Aurelio Zuppetti. La Cassazione boccia la decisione della Corte di Appello di Salerno, in quanto «La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che alla parte interessata deve essere garantito il contradditorio. Non sono consentite misure a “sorpresa”». Con decreto della Corte di appello di Salerno era stata confermata la misura di prevenzione personale della sorveglianza di pubblica sicurezza , nonché la misura patrimoniale della confisca dei beni nei confronti di Aurelio Zuppetti, sulla base alla pericolosità sociale prevista dal Codice Antimafia e come da richiesta del Questore di Salerno e disposizione del Tribunale di Nocera Inferiore. Contro il decreto del Corte salernitana, Zuppetti ha proposto ricorso per Cassazione chiedendone l’annullamento. La Corte di Cassazione, nell’accogliere le doglianze del 43enne imprenditore sarnese noto in città per l’attività di vendita di auto nella frazione di Lavorate, ha stabilito «Nel caso di specie la Corte di appello ha operato una diversa qualificazione della pericolosità del proposto "a sorpresa", emettendo il decreto qui impugnato senza prima consentire alla difesa di interloquire sulle questioni dedotte e deducibili. Infatti, per la Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo cui alla parte interessata deve essere garantito il contraddittorio anche in ordine alla diversa definizione giuridica del fatto operata dal giudice ex officio, non è consentita una decisione "a sorpresa"». In riguardo alla vicenda che ha visto coinvolto Zuppetti nel luglio del 2018, l’imprenditore fu sottoposto a perquisizione col rinvenimento nella sua disponibilità di una partita di cocaina e hashish occultata all’interno di una colonna dell’autostrada, in zona Lavorate di Sarno, e di una pistola di provenienza illecita priva di matricola, con cartucce e munizioni, nel corso di un blitz mirato delle forze dell’ordine. Il nascondiglio era ubicato a dieci metri di altezza dal suolo, nell’intercapedine del sostegno in cemento armato, dove i carabinieri rinvennero i chili di droga, e poco più in là, anche una pistola, con centinaia di cartucce, soldi e assegni. In quella circostanza i militari setacciarono i dintorni e le pertinenze dell’intera zona, fino a scovare la droga nel pilone fatto costruire dalle Ferrovie, situato all’interno della proprietà del 43enne sarnese, con la scoperta nelle intercapedini ricavate nel calcestruzzo di 7 chili e mezzo di cocaina, due chili di hashish e 50 grammi di marijuana. Poco distante i militari rinvennero anche una Colt, una pistola calibro 9 priva di matricola e circa 200 cartucce di vario calibro. Gli inquirenti sequestrarono allora anche 20mila euro tra contanti, assegni e cambiali. Le indagini proseguirono con ulteriori accertamenti, arrivati ad indagare altri soggetti finiti sotto inchiesta e ora prosciolti contestualmente dalle accuse contestate. ,

