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Frana a Sarno, risarcimenti familiari vittime: stangata sul Comune, deve restituire un terzo delle somme

29 Aprile 2023 Author :  

Stangata sul Comune di Sarno per i risarcimenti ai familiari delle vittime della frana di venticinque anni fa, la Corte di Appello di Salerno si omologa alle recenti pronunce della Corte di Cassazione: “L’Ente municipale deve restituire allo Stato un terzo delle somme pagate”.

In sede di giudizio di appello, le Amministrazioni statali, ossia la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell’Interno, hanno ottenuto la riforma di una sentenza di primo grado (trattasi, purtroppo, di uno dei tanti procedimenti in essere) e la diversa gradazione delle responsabilità tra debitori solidali.

Nello specifico, la causa civile è relativa al risarcimento in favore della coniuge del compianto dottor Maurizio Marino, medico chirurgo e medaglia d’oro al valor civile, che quel giorno, rientrato in servizio per poter soccorrere un bambino gravemente ferito, venne sommerso dalla valanga fangosa che si abbatté sull'ospedale Villa Malta di Episcopio.

In Tribunale, pertanto, in esito al ricorso della donna, con sentenza del 2018, l’ex sindaco Gerardo Basile, il Comune di Sarno, il Ministero dell’Interno e la Presidenza del Consiglio dei ministri vennero condannati al pagamento in solido della somma di 214 mila euro.

In seguito, c’è stato l’appello proposto dalle Amministrazioni centrali, per mezzo dell’Avvocatura dello Stato, per ottenere la riforma del decisum, in cui si è costituito il Comune di Sarno e la coniuge del medico scomparso.

L’arringa difensiva dell’avvocato di quest’ultima,tra l'altro, ha generato il maggior risentimento in aula. La donna, nello specifico, ha lamentato di essere stata costretta a difendersi per via della “Maliziosa e incauta richiesta di sospensione cautelare presentata dal Comune che l’hanno vista indotta a costituirsi in giudizio per non subire l’ennesima ingiustizia con la paralisi del proprio diritto risarcitorio”. E, pertanto, “Per averle fatto rivivere gli infelici ricordi del trascorso post frana”. ha richiesto la soccombenza alle spese processuali dell’Ente comunale.

Dopo un processo durato cinque anni, il 4 aprile scorso è stata depositata la sentenza della Corte salernitana presieduta dal giudice Bruno De Filippis.

Il collegio giudicante ha fatto leva sulle recenti pronunce in materia della Corte di Cassazione riguardanti i ricorsi promossi dagli organi dello Stato. In particolare, con diverse ordinanze, la Cassazione ha qualificato la responsabilità del Comune di Sarno come “diretta” ed ha riconosciuto il diritto delle Amministrazioni dello Stato ad agire in regresso nei confronti dell’Ente municipale di piazza V Novembre. Alla luce del principio di diritto sancito dai giudici di legittimità, la Corte di Appello di Salerno ha pronunciato il proprio verdetto “Accoglie l’appello in parziale riforma della sentenza impugnata e condanna il Comune di Sarno a rivalere le Amministrazioni Statali nella misura di 1/3. Condanna il Comune al pagamento delle spese processuali in favore della congiunta del medico scomparso”.

Ora il timore è che questa sentenza possa diventare un boomerang per tutti gli altri procedimenti collegati a quel tragico evento.

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